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Foto: Beppe Sacchetto © 2018



A&T 2018

Torino, 18 Aprile 2018

A&T la fiera internazionale dedicata a Impresa 4.0 apre presentando i numeri dell’incremento degli investimenti in tecnologie digitali in Italia

A oltre un anno dall’avvio del piano Calenda grandi imprese e PMI si muovono verso la trasformazione 4.0: investimenti aumentati dell’11% e raddoppiate le imprese che per crescere puntano su R&D. Prossimo passo a favore dello sviluppo competenze: puntare sulla formazione e specializzazione del capitale umano

Ha preso il via in una veste completamente rinnovata la dodicesima edizione di A&T, la Fiera Internazionale dedicata a Impresa 4.0 che fino al 20 aprile, presso l’Oval Lingotto di Torino, presenta al grande pubblico le ultime novità in materia innovazione industriale e tecnologie 4.0, con focus specifici su qualità e controllo, robotica e digitalizzazione dedicati alla piccola e media impresa manifatturiera italiana.

Tre gli asset principali che caratterizzeranno il programma 2018 della Fiera A&T che vedrà quest’anno incrementata, rispetto allo scorso anno, la presenza di più aziende espositrici, circa 400, di cui più di 50 provenienti dall’estero: “Azienda 4.0”, una vera e propria smart-factory, realizzata in collaborazione con il Digital Innovation Hub Piemonte di Confindustria, che riprodurrà in modo realistico, in 350 mq e con oltre 35 PMI di eccellenza, una linea di produzione 4.0; un Percorso Esperienziale Formativo di altissimo livello, con la possibilità di partecipare ad eventi e workshop B2B, presentazioni dedicate e sessioni di coaching 4.0; un Event Ambassador molto particolare, Pepper, il robot umanoide commercializzato in Italia da Softec Spa e ingaggiato da A&T per mostrare come può svilupparsi in modo collaborativo e profittevole il rapporto tra uomo e intelligenza artificiale.

La Fiera A&T intende rappresentare il luogo ideale per conoscere, testare e valutare i benefici dell’automazione industriale 4.0, l’eccellenza della ricerca e sviluppo e dei processi qualitativi, il tutto grazie ad un programma spalmato nei tre giorni, fortemente improntato alla massima concretezza. Dalla teoria alla pratica è infatti il claim della manifestazione che intende fornire ai visitatori non solo la conoscenza dell’innovazione, ma anche e soprattutto gli strumenti per investire e crescere tecnologicamente nel modo più giusto e coerente rispetto a un mercato sempre più competitivo e globale.

Cosa dicono i dati e le analisi sullo stato di innovazione e di investimento in tecnologie 4.0 da parte delle grandi, medie e piccole imprese italiane? Secondo gli ultimi trend presentati al convegno inaugurale della Fiera A&T da The European House Ambrosetti, a più di un anno dall’entrata in vigore del “Piano Calenda”, gli investimenti delle imprese in ambito 4.0 sono aumentati dell’11% e sono raddoppiate le aziende che per crescere hanno deciso di puntare su R&D.

Il piano per lo sviluppo delle tecnologie digitali nelle imprese, avviato con ritardo rispetto alle principali nazioni europee, è apparso da subito credibile sia dal punto di vista della progettualità sia della sua sostenibilità finanziaria, proprio perché fortemente focalizzato ad aumentare la competitività delle imprese con obiettivi ambiziosi, ma realizzabili, sufficientemente chiari e tempificati. Le facilitazioni fiscali (super e iper-ammortamento, che determinano una compressione della base imponibile, credito d’imposta sulle spese di R&S, Patent Box) e l’accesso al credito (la nuova Sabatini che consente agevolazioni e contributi sui prestiti concessi dalle banche e fondo di garanzia) sono le leve utilizzate per ottenere l’incremento degli investimenti. L’altro pilastro di intervento riguarda lo sviluppo di capacità e competenze, sul quale agiscono tre piattaforme: l’Hub dell’innovazione digitale, artefici Confindustria e Rete Imprese Italia, 170 milioni, con l’obiettivo di portare dal 15 al 20% il PIL della manifattura; i Competence Center, 40 milioni, per formazione e progetti di ricerca; infine i Digital Business Points, allestiti presso le camere di commercio.

I dati relativi all’anno 2017 sono incoraggianti sia in termini quantitativi che come gradimento espresso dalle imprese: oltre la metà delle imprese ha avviato o sta avviando progetti 4.0 e Il 6% li ha ampiamente introdotti. Solo il 40% deve ancora iniziare il percorso. A fronte di questa realtà gli investimenti fissi lordi, escludendo i mezzi di trasporto, sono aumentati dell’11%, pari a 80 miliardi a valore.

L’altro dato che fa notare un cambio di passo da parte delle imprese che vogliono dare un nuovo impulso al proprio processo produttivo è l’incremento nelle attività di ricerca e sviluppo, che rappresenta la vera leva nei processi di innovazione. È più che raddoppiato nell’ultimo anno il numero di imprese che ha beneficiato del credito di imposta R&S rispetto al 2016.

Approfondendo la fisionomia dei cambiamenti che si sono prodotti nelle aziende in seguito agli investimenti, si nota come l’incentivo preferito sia stato l’iper-super ammortamento (74% delle preferenze), mentre ancora da sviluppare pienamente risultano il credito d’imposta sulla R&S e la nuova Sabatini (circa 20% delle risposte), l’ambito applicativo preferito sia la produzione (87%) seguita dalla logistica (18%) e che le tecnologie abilitanti dalle quali si attendono i maggiori cambiamenti sono Robot collaborativi e interconnessi (53%), IOT (21%). Manifattura additiva e realtà aumentata rispettivamente sono state introdotte per il 4% e 2%. I risultati attesi dall’adeguamento dei processi riguardano la diminuzione dei costi di produzione (80%) e consegna e il miglioramento della qualità dei servizi offerti (71%).

Se prospettive più rilevanti nell’arco dei prossimi cinque anni interessano dunque l’aumento dei profitti, è atteso invece un più rapido impatto sulla produttività, mentre sono oggetto di dibattito le conseguenze sull’occupazione.

Le risorse umane delle imprese sono – ovviamente – solo parzialmente preparate e per questa trasformazione culturale e uno degli asset da incrementare per l’attuazione della cosiddetta rivoluzione digitale riguarda proprio la formazione specializzata.

Se l’anno 2017 è stato quello che ha fatto partire il volano degli investimenti (che durerà anche nei prossimi anni), il 2018 è certamente quello dello sviluppo delle competenze, necessario per accompagnare gli investimenti. Il Governo ha stanziato ulteriori risorse e agevolato la mobilitazione di molte organizzazioni. L’aspettativa secondaria è che si cominci presto a pensare, provare, sperimentare, anche fuori dalla fabbrica, nei processi di sviluppo prodotti, e nel post vendita.

Non si può parlare di conclusioni in quanto il “viaggio” è appena cominciato. Il progetto Impresa 4.0 sta proseguendo anche la sua attività di comunicazione e di incontro con le aziende, ma è già chiaro che gli incentivi funzionano, le imprese stanno rispondendo, seppur con velocità molto diversificate. E soprattutto sta crescendo la consapevolezza che il sistema produttivo italiano rappresenta la 2° fabbrica europea e la 5-6° del mondo, non ci si può permettere di stare indietro su questo tema.

La tavola rotonda, moderata da Enrico Pagliarini, giornalista e conduttore radiofonico, Radio24-Il Sole24Ore, che ha seguito la presentazione dei dati ha messo a confronto Filippo Peschiera con Marco Taisch, docente del Politecnico di Milano, responsabile dell'Osservatorio Industria 4.0, nonché Presidente del Comitato Scientifico di A&T, Fabrizio Gea, Responsabile Nazionale Digital Innovation Hub di Confindustria, Delegato all'Agenda Digitale Confindustria Piemonte e Presidente Confindustria Canavese, con i quali sono state analizzate due case story significative per delineare il percorso delle aziende sulla strada della digitalizzazione. Marco Protti , Head of advanced Research Aircraft Division, Leonardo ha posto l’attenzione sul percorso della grande industria nel processo digitale, Elena Pedrana, Ceo di SEP Valtellina, ha proposto la visione di una PMI del settore food, esempio virtuoso di investimento e cultura 4.0.

“In questa edizione abbiamo voluto puntare tutto – spiega Luciano Malgaroli, Amministratore Delegato della Fiera A&T – su due parole chiave: Inclusione e Pratica. Le sfide industriali del prossimo futuro mettono in primo piano non solo l’efficienza e la qualità produttiva ma anche e soprattutto la capacità delle imprese di sapersi innovare, digitalizzando processi e cultura aziendale. Questo significa da una parte favorire la relazione e scambio esperienziale tra imprese e imprenditori, fondamentale per innalzare la competitività globale, dall’altra scendere nel “pratico” cercando di sviluppare ecosistemi formativi in grado di innalzare sempre più la specializzazione e la preparazione tecnologica 4.0. A&T, attraverso questa edizione, fortemente rinnovata, ha cercato di rispondere in modo inclusivo e pratico, alle esigenze delle piccole e medie imprese italiane, proponendo le ultime innovazioni tecnologie su qualità, misurazione, robotica e tecnologie produttive, affiancate da proposte formative e presentazioni di casi di successo significativi, cercando di privilegiare il tailor made allo standard, che sappiamo oggi essere una discriminante importante in termini di competitività e di consenso”.

“Nel corso del 2014 MEF e MISE avevano lanciato la missione Finanza per la Crescita, con incentivi destinati soprattutto a migliorare l’offerta di finanza, in risposta alla situazione di credit-crunch che ancora caratterizzava l’economia – dichiara Filippo Peschiera, Responsabile Piani Industriali ed Esecuzione, The European House-Ambrosetti – e in quell’occasione i Ministeri ci chiesero suggerimenti per migliorare la missione. Noi rispondemmo che era necessario lavorare sulla domanda di finanza e migliorare la comunicazione. Meno di un anno e mezzo dopo il Ministro Calenda ed il Direttore Generale Firpo hanno lanciato Industria 4.0, un pacchetto di iniziative intelligente, articolato, ricco e ben comunicato.
I risultati sono incoraggianti anche se siamo solo agli inizi. Sono due gli errori da evitare oggi, per le imprese di ogni dimensione: investire troppo, quando gli scenari tecnologici sono ancora indefiniti, oppure non fare nulla. Impresa 4.0 è ”pensare & sperimentare” e noi aiutiamo le imprese a comprendere quanto sia importante dare rilevanza organizzativa ai progetti di sviluppo nel digitale. Iniziative come questa Fiera rappresentano uno stimolo ed un esempio concreto di ciò che si può fare subito.

 

 

    Foto Beppe Sacchetto

 

 

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