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FESTA DELLA RESISTENZA A SAN DAMIANO D'ASTI - 25 APRILE 2026
San Damiano d'Asti, 25 Aprile 2026
Alla presenza delle Autorità Civili, Militari e Religiose si è svolta oggi la cerimonia per ricordare la liberazione dall'occupazione nazista.
Ritrovo in Piazza SS. Cosma e Damiano delle varie associazioni militari e di volontariato sandamianesi con i relativi gagliardetti e a seguire la Santa Messa di commemorazione celebrata da Don Giancarlo D'Ugo nella Parrocchia dei Santi Cosma e Damiano.
Il Professor Sandro Cerrato, prima della messa, ha introdotto la celebrazione della Festa delle Resistenza del 25 Aprile 2026, con queste parole:
"La Resistenza è quel movimento di popolo che riscattò l’Italia dalle nefandezze nazifasciste, tanto che le Nazioni vincitrici della guerra le concessero libere consultazioni elettorali per decidere in modo autonomo il Governo e la nuova Costituzione. La Germania e il Giappone dovettero invece sottostare a condizioni di pace umilianti.
La Resistenza piemontese in particolare, per i venti mesi della guerra civile tra il 1943 e il 1945, ebbe la più alta concentrazione di combattenti per la libertà di tutta l’Italia. Tra i resistenti si colloca come un unicum la storia di una famiglia intera, la famiglia Bellero, nostra conterranea, i cui componenti riposano ora in una cappella del cimitero di San Damiano.
Tutti e cinque dovettero lasciare la loro casa in regione Piano, perché i fascisti cercavano Francesco, condannato a morte in quanto renitente al richiamo di Salò. Salirono a Cisterna, a fare i partigiani, Francesco di 43 anni, che chiamarono Il Gris, Olga sua moglie, di 42 anni, che per tutti fu La Grisa – medaglia di bronzo al valor Militare- i figli Vincenzo di 20 anni, Chiaffredo di 18 – medaglia d’argento al Valor Militare - e Augusto di 16.
Disse un giorno Chiaffredo che finita la guerra il suo principale scopo fu riconciliarsi e lavorare, e lo ripetè più volte: riconciliarsi e lavorare. Occorreva ripartire da ciò che unisce - il lavoro - smussando ciò che divide.
Così semplice, ma così difficile".
Professor Sandro Cerrato
Terminata la messa un lungo corteo preceduto dalla Banda Musicale "Alfiera", ha raggiunto Piazza Libertà, dove si è svolta la cerimonia civile con l'alza bandiera al suono dell'Inno Nazionale eseguito dalla Banda Municipale Alfiera, deposizione di un omaggio floreale al Monumento ai Caduti e a conclusione della ricorrenza il Vicesindaco Dottor
Flavio Torchio nel suo discorso agli intervenuti si è così espresso:
Buongiorno a tutti/e voi e buon 25 aprile,
saluto e ringrazio fin da subito per la gradita presenza i colleghi amministratori, le associazioni, le istituzioni civili, militari e religiose, l'ISRAT, la banda municipale, le scuole e tutta la cittadinanza.
Oggi celebriamo la Festa della Liberazione, il giorno in cui si sono gettate le fondamenta della nostra Repubblica e in cui affondano le radici della moderna democrazia italiana dopo la fine del cupo ventennio fascista; gli italiani 81 anni fa tornavano a essere liberi dopo aver dovuto sopportare soprusi, ampio uso della violenza e la terribile infamia delle leggi razziali.
Il Governo Fascista ha trascinato il Paese in un conflitto mondiale che ha causato migliaia di vittime tra i nostri soldati e cittadini, ha reso l'Italia alleata e dunque complice degli efferati crimini del Raich e ha posto così il nostro Paese in una posizione di debolezza verso la comunità internazionale.
In quel contesto di oppressione e paura, la scelta di molti di combattere il fascismo mettendo a repentaglio non solo la propria vita ma anche quella dei propri cari, è quanto di più puro e coraggioso un cittadino possa fare.
Bertolt Brecht scriveva: "quando l'ingiustizia diventa legge, la Resistenza diventa un dovere".
I partigiani e la Resistenza, combattendo anche sulle nostre colline, hanno trasmesso un sussulto di onore e dignità al popolo italiano sgomento a causa dei crimini nazi-fascisti e indebolito dalle privazioni belliche; quegli uomini e quelle donne per larga parte appartenenti alla società civile, seppur con differenti estrazioni sociali e credo politico, hanno portato tutti e tutte un tassello fondamentale per il successo nell'opposizione al regime. Cito quale esempio di lotta nella nostra Città la staffetta partigiana Olga Idrame, a cui abbiamo doverosamente intitolato una piazza: lei e molte altre donne, ingiustamente dimenticate, hanno avuto un ruolo fondamentale non solo combattendo, ma svolgendo attività di collegamento, assistenza ai feriti, trasporto di armi e informazioni, spesso correndo rischi altissimi. La Resistenza ci ha donato la libertà di cui godiamo ancora oggi, ci ha donato uno Stato libero in cui vivere in Pace con le nostre famiglie.
Gli ideali di allora sono giunti a noi tramite testi quali il Manifesto di Ventotene, fondamento dell'Europa Unita e naturalmente la nostra Costituzione che,all'art. 11 recita: "L'Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà di altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali".
Quanto è attuale oggi questo dettame e quanto ci tutela dal rischio di essere coinvolti in uno dei conflitti in corso e dalla possibile escalation globale! I Padri e le Madri costituenti hanno voluto scolpire a chiare lettere nella Costituzione quello che era allora ed è oggi un sacro volere degli Italiani: vivere in Pace rispettandosi l'un l'altro e in armonia con gli altri popoli. Fino a pochi anni fa sembrava anacronistico dover ribadire con forza questa semplice eppur fragile regola alla base di ogni convivenza civile oltre che pilastro fondamentale per il mantenimento degli equilibri internazionali.
Invece, purtroppo non è così, assistiamo sgomenti a continue violazioni del diritto internazionale in nome della legge del più forte, ad attacchi indiscriminati che causano migliaia di vittime civili o vanno, a peggiorare le condizioni di vita della popolazione in territori già duramente colpiti.
Anche oggi nel 2026, Governi di ogni colore politico colpiscono minoranze, fomentando divisioni sociali e guerre che spesso degenerano in violenza.
In questo periodo buio dobbiamo allora ancora di più ricordare i sacrifici e le sofferenze passate, farne tesoro e trasmettere alle nuove generazioni l'importanza di vivere in un Paese in cui la Pace non è solamente scritta nella Costituzione ma deve essere la bussola interiore che orienta ogni gesto e ogni scelta di noi cittadini, è compito in primis delle Istituzioni, ricordare alle nuove generazioni e alle prossime che la libertà di cui godiamo non è scontata e va quindi difesa opponendosi alle prime avvisaglie di prevaricazione, stigmatizzando ed impedendo ogni violazione dei diritti della persona, qualsiasi sia la sua nazionalità, etnia, culto religioso od orientamento sessuale.
La Democrazia tutela le libertà e i diritti ed è la più importante garanzia di pace, dobbiamo insegnarla, viverla e difenderla ogni giorno. Ognuno di noi è chiamato a essere educatore, perché dove mancano coscienza e responsabilità, trovano spazio nuovi conflitti e chi è pronto a sfruttarli.
Si sono da poco concluse con successo le Olimpiadi e Paralimpiadi Invernali a pochi chilometri da noi. Permettetemi allora una metafora: dobbiamo diventare tutti tedofori, passando di mano in mano la fiamma della democrazia, custodendola con cura e alimentandola ogni giorno, perché continui a illuminare il cammino e a tenere viva, libera e in pace la nostra Italia.
Grazie a tutti voi che siete intervenuti quest'oggi.
Viva l'Italia libera, antifascista e democratica che ripudia ogni Guerra!
Dottor Flavio Torchio

Foto Beppe Sacchetto
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