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80.mo ANNIVERSARIO DELLA REPUBBLICA ITALIANA
E 80 ANNI DAL PRIMO VOTO ALLE DONNE
San Damiano d'Asti, 2 Giugno 2026
La Festa della Repubblica Italiana è stata istituita per ricordare la nascita della Repubblica, il 2 giugno 1946, giorno del referendum istituzionale che ne ha sancito, con chiamata alle urne universale, la nascita della nazione Italiana Repubblicana, Quest'anno la festa è anche arricchita dalla celebrazione dell'80.mo anniversario del Voto alle Donne.
Alla presenza delle Autorità Civili, Militari e Religiose, delle rappresentanze delle Associazioni d'Arma, delle Associazioni di volontariato, della Protezione Civile, si è svolta a San Damiano d'Asti l'importante celebrazione con una notevole partecipazione della popolazione Sandamianese.
Il lungo corteo è partito da Piazza SS. Cosma e Damiano e accompagnato dalla Banda Municipale Alfiera ha percorso Via Roma per poi fermarsi in Piazza Libertà per raccogliersi intorno al Monumento che ricorda i Caduti, dove si è svolta la solenne cerimonia dell'alza bandiera accompagnata dall'esecuzione dell'Inno Nazionale e successivamente deposizione di un mazzo di fiori e omaggio ai caduti da parte delle Autorità Civili e Militari.
Il Parroco della Parrocchia dei SS. Cosma e Damiano, Don Giancarlo D'Ugo, dopo alcune brevi parole di ringraziamento, ha impartito la solenne benedizione a tutti i presenti, ha preso poi la parola
Nicoletta Fasano, Direttrice dell'ISRAT di Asti, che ha trattato il tema: "1946 le donne al voto", rimarcando l'importanza di questo traguardo e quanto ci si auspica si possa presto raggiungere una giusta parità in tutti i campi, in questo contesto è stata insignita di una targa la signora
Patrizia Porcellana per i 52 anni di volontariato da parte dell'Amministrazione Comunale e della Fondazione Elvio Pescarmona.
Il Sindaco Davide Migliasso ha preso poi la parola rimarcando il senso di questa festa che in questo giorno ricorda la nascita della Repubblica Italiana e del primo voto alle donne.
Così ha dichiarato il Sindaco nel suo discorso:
Buongiorno a tutti/e, saluto le autorità civili, militari e religiose, le associazioni e i cittadini/le cittadine presenti oggi qui per celebrare la Festa della Repubblica.
Con il referendum del 2 e 3 giugno 1946, 80 anni fa, gli italiani decisero che la migliore forma di governo per il futuro del nostro Paese fosse la Repubblica.
Fu un voto storico, che chiudeva sotto ogni punto di vista un periodo tragico per l'Italia e al quale parteciparono per la prima volta anche le donne.
Col loro voto, il suffragio divenne finalmente universale: un voto che le donne conquistarono grazie alla loro partecipazione alla Resistenza e al ruolo che svolsero nella società civile, nel sistema produttivo e nell'assistenza, durante la guerra.
Gli italiani e le italiane decisero che, nel nostro Paese, non poteva esistere più il governo di uno solo, non scelto e non votato dai cittadini.
Per questo, la partecipazione è alla base della nostra forma istituzionale, la Repubblica, in un legame inscindibile con i valori che sono i cardini sui quali poggia la nostra Costituzione.
La frase che campeggia sul manifesto ufficiale di questo 2 giugno è "L'Italia siamo noi".
Una frase tanto semplice, quanto carica di un significato profondo, che oggi non possiamo e non dobbiamo ignorare.
Perché, appunto, l'Italia siamo noi, nel bene come nel male, e questo ci chiama alla nostra responsabilità verso la Repubblica, verso il nostro Paese.
Siamo chiamati, tutti, a fare la nostra parte per il bene comune, che non vuol dire rinunciare alla dialettica e al confronto delle idee.
Vuoi dire partecipare al confronto e al dibattito pubblico, esprimere opinioni e progetti anche diversi, ma comprendere che il fine ultimo non è avere ragione a tutti i costi, e con ogni mezzo, ma l'interesse generale.
E' un richiamo che faccio alla politica, ma che vale anche per tutti i corpi intermedi della nostra società, fino al singolo individuo.
Abbiamo la capacità, lo abbiamo dimostrato tante volte nei momenti più drammatici delta nostra storia, di esprimere come popolo una forza e una unità davvero significativi.
E' nella relazione con gli altri, nel sentire comune, nel condividere gli obiettivi che ha un senso la nostra vita, e — aggiungo- il nostro essere cittadini.
I nostri nonni, i nostri padri, usciti dalla guerra, avevano in comune quei valori di libertà, democrazia e convivenza pacifica, che avevano faticosamente conquistato.
Li univa l'obiettivo comune di risollevare il Paese, di dare un futuro migliore alle loro famiglie ed ai loro figli.
E questi sentimenti comuni, fortemente sentiti e condivisi hanno permesso all'Italia di diventare il grande paese in cui viviamo oggi.
Dobbiamo recuperare quello spirito, quella capacità di guardare al bene collettivo, che alla fine è anche bene di ognuno di noi.
Questa festa proprio perché è di tutti, e non di una "parte", ci invita a occuparci sul serio dei beni comuni.
Vuol dire che la cosa pubblica, deve essere protetta e difesa dalla logica di chi ne vuole fare cosa privata, siano essi potentati economici o politici, interessi particolari grandi e piccoli, locali come globali.
Perché gli spazi e le istituzioni pubbliche, sono spazi civici e di civiltà. Il 2 giugno ci ricorda che il voto è sì un diritto, ma anche un dovere molto importante. Esercitare il diritto di voto costituisce un connotato essenziale del nostro essere veramente cittadini consapevoli.
Ignorare o peggio considerare come inutile retorica, il significato e la storia delle istituzioni repubblicane, rappresenta un'offesa allo stesso concetto di democrazia.
La democrazia, infatti, muore se nessuno la protegge dai rischi portati dall'indifferenza, e si spegne se nessuno la cura costantemente, anche e soprattutto nelle piccole cose e nei gesti di tutti i giorni.
La Repubblica è al centro della nostra vita e del nostro futuro.
La Repubblica resta il nostro spazio vitale, resta un ponte, verso l'Europa, che è il nostro destino e la nostra opportunità nel mondo globale. Verso uno sviluppo sostenibile, che deve legare insieme la qualità italiana, la competitività del sistema e una maggiore equità sociale, verso il futuro, per dar sicurezza alle speranze dei nostri giovani.
Ringrazio di cuore tutte le persone che lavorano per il bene del nostro territorio e rivolgo un pensiero particolare ai nostri giovani. A loro dobbiamo consegnare un'Italia in cui credere, una comunità accogliente e un Paese fondato sul rispetto, sull'inclusione e sul lavoro.
In questo giorno di festa, invito tutti a riflettere sul significato di essere italiani ed a riscoprire l'orgoglio di appartenere alla nostra comunità. Stringiamoci con affetto attorno ai valori della nostra Costituzione e del Tricolore.
Buona Festa della Repubblica a tutti/e voi e viva l'italia democratica e repubblicana.
Il Sindaco Dott. Davide Migliasso
A coclusione della celebrazione sono stati premiati i vincitori del concorso "Sandamiano Fiorito 2026".
Foto Beppe Sacchetto
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