Up I Concerti Teatro Regio Stagione 2019-2020 Slideshow

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Foto: Beppe Sacchetto © 2019



I CONCERTI TEATRO REGIO STAGIONE 2019-2020

12 concerti con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio e la Filarmonica TRT
Un viaggio tra grandi autori e giovani talenti con una nuova collaborazione con Torino Jazz Festival
Teatro Regio, 26 ottobre 2019 – 30 maggio 2020



Torino, 27 Settembre 2019

Una nuova Stagione è alle porte, quella de I Concerti al Teatro Regio: quest’anno saranno dodici gli appuntamenti, sei con l’Orchestra e Coro del Teatro Regio e altrettanti con la Filarmonica Teatro Regio Torino.

Un viaggio appassionante dal classicismo al jazz con una particolare attenzione ai compositori slavi; un album musicale che si preannuncia ricco di grandi autori e raffinate pagine nascoste, di interpreti che frequentano da tempo il palcoscenico del Regio e di giovani talenti, alcuni ospiti per la prima volta.

 

© Teatro Regio I Concerti 2019-2020 - Autorizzazione concessa 26-09-2019


Sabato 26 ottobre alle ore 20.30 inaugura il cartellone la ventiquattrenne stella del violoncello Julia Hagen, con l’Orchestra del Teatro Regio guidata da Daniel Oren.
Figlia d’arte, vincitrice nel 2010 del premio internazionale di Liezen, la stagione artistica 2019-2020 è quella della sua grande affermazione internazionale: ha firmato la sua prima incisione discografica e, oltre che al Regio, suonerà alla Wiener Konzerthaus, alla Tonhalle di Zurigo e al Barbican Centre di Londra, con artisti del calibro di Renaud Capuçon, Kathia Buniatishvili, Marc-André Hamelin e Igor Levit. A guidarla nel suo debutto al Regio sarà Daniel Oren, uno dei massimi protagonisti internazionali della direzione d’orchestra e regolarmente ospite del Teatro torinese.
Il Maestro israeliano, ormai consacrato da una lunghissima carriera alla guida delle principali orchestre del mondo, ha debuttato anche lui giovanissimo con la direzione al Mozarteum di Salisburgo a soli diciassette anni, e ha vinto a vent’anni il prestigioso concorso Herbert von Karajan. In programma, tre brani di fine ’800 accomunati dal tema della reinterpretazione in chiave colta di idee melodiche della tradizione e dal dialogo tra voci soliste e insieme orchestrale.
Il tema della bellezza come espressione del sacro apre il concerto con il suggestivo Kol Nidrei per violoncello e orchestra di Max Bruch, dove il tradizionale inno rabbinico diventa un’intima e accorata invocazione espressa dalla voce del violoncello. Segue una delle pagine più note, amate ed eseguite dedicate allo strumento, il Concerto in si minore op. 104 di Antonín Dvořák, dove il maestro boemo, da tempo ormai residente a New York, torna alla cantabilità e alle suggestioni della musica popolare della sua terra.
Il terzo brano è la grandiosa Sinfonia n. 5 in mi minore op. 64 di Pëtr Il’ič Čajkovskij, un poderoso affresco dove brillanti temi di danza e il trionfale movimento conclusivo aprono improvvisi squarci di luce nel tema conduttore dedicato al fato.

Ancora un programma per violoncello e orchestra per il secondo concerto, lunedì 11 novembre, che vede protagonisti la Filarmonica TRT, il suo primo violoncello Amedeo Cicchese e il direttore Felix Mildenberger. Mildenberger, classe 1990, è già alla sua seconda collaborazione artistica con la Filarmonica TRT; perfezionatosi al fianco di direttori quali Emmanuel Krivine, Paavo Järvi e Gerhard Markson, è stato Conducting Fellow per l’Aspen Music Festival, vicedirettore dell’Orchestre nationale de France e primo direttore e direttore artistico della Symphonieorchester Crescendo di Friburgo. Nel 2018 è stato il vincitore della 15ª edizione del Donatella Flick Conducting Competition, prestigioso concorso per direttori d’orchestra organizzato dalla London Symphony Orchestra. Altro giovane talento, Amedeo Cicchese ha fatto il suo debutto da solista a sedici anni; da allora, ha vinto più di 30 concorsi nazionali e internazionali, ottenendo prestigiosi riconoscimenti tra cui il Vittorio Gui, il Premio Trio di Trieste, il Premio Giuseppe Sinopoli, consegnato personalmente dal Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, e il Diploma d’Onore conferito dall’Accademia Chigiana di Siena.
Il solista eseguirà una delle composizioni più spiccatamente romantiche di Robert Schumann, il Concerto in la minore per violoncello e orchestra; pagina fuori dal comune per il peculiare trattamento dell’orchestra, non soltanto d’accompagnamento ma in continuo dialogo e contrasto col solista, cui sono affidati temi appassionati, tecnicamente molto complessi ma senza concessioni al virtuosismo fine a se stesso.
In programma anche l’Ouverture Leonore n. 3 di Ludwig van Beethoven, terza delle quattro versioni del preludio al suo Fidelio. Chiude la Sinfonia n. 3 in la minore op. 56 “Scozzese” di Felix Mendelssohn-Bartholdy, composizione fortemente espressiva ma dal cristallino impianto formale, ultima in ordine di composizione tra i lavori sinfonici di Mendelssohn, che rievocò in queste pagine a distanza di un decennio il viaggio in Scozia del 1829.

Terzo appuntamento sabato 23 novembre alle ore 16 – unica data pomeridiana – con una dedica dell’Orchestra del Teatro Regio al suo pubblico in erba: in programma, Pierino e il lupo di Sergej Prokof’ev. Alla guida dell’orchestra Sergey Galaktionov: dal 2004 Primo Violino di Spalla dell’Orchestra del Regio e della Filarmonica TRT, vincitore nel 2000 del Concorso Internazionale Viotti e nel 2005 del Premio Protagonisti nella Musica.
Nella piacevolissima favola sinfonica di Prokof’ev, un must della musica colta per i più piccoli, la sezione dei violini e le parti soliste di Galaktionov saranno niente di meno che la voce del protagonista, l’impavido Pierino. Nel lavoro per l’infanzia del compositore russo, infatti, sono proprio gli strumenti a dare voce e movimento ai personaggi della storia: un modo immediato e coinvolgente di scoprire il timbro di ogni strumento, le loro famiglie musicali e l’orchestra intera. Per i più grandi, un’occasione per godere insieme alla propria famiglia di un programma classico e sempre piacevole. Il concerto, fuori abbonamento, è anche inserito nel cartellone In famiglia.

Ancora spazio agli archi nel quarto concerto della Stagione: venerdì 29 novembre, Lionel Bringuier dirige l’Orchestra del Regio e la violinista Francesca Dego. Bringuier, nato a Lione nel 1986, è considerato uno dei maggiori talenti della sua generazione e per la prima volta sale sul podio del Regio; nella sua carriera ha diretto tra le altre la Leipzig Gewandhaus Orchestra, la New York Philharmonic, l’Orchestre Philharmonique de Radio France e la Israel Philharmonic Orchestra; è stato direttore musicale della Tonhalle Orchestra di Zurigo e il primo Resident Conductor della Los Angeles Philharmonic. Ha inciso per la Deutsche Grammophon, la Decca, la BBC e la Erato.
Francesca Dego è un altro precocissimo talento ormai affermatasi a livello internazionale. Nel 2005 ha debuttato a soli sedici anni al Teatro dell’Opera di Tel Aviv al fianco di Shlomo Mintz; da allora ha collaborato con i principali direttori a livello mondiale, tra cui Salvatore Accardo, Christopher Hogwood, Donato Renzetti, Gianluigi Gelmetti, Domenico Nordio e Wayne Marshall. Incide per la Deutsche Grammophon. Al Regio, Francesca Dego eseguirà il Concerto in re minore per violino e orchestra op. 47 di Jean Sibelius, unica pagina concertistica del compositore finlandese, caratterizzata da una originalissima rielaborazione della forma classica secondo la sensibilità modernista dell’autore.

Il programma comprende inoltre due suites: gli impressionistici frammenti sinfonici dal balletto Le Festin de l’araignée (Il festino del ragno) di Albert Roussel e la Suite n. 3 in sol maggiore per orchestra op. 55 di Pëtr Il’ič Čajkovskij.
Lunedì 16 dicembre, la Filarmonica TRT diretta da Maxime Pascal e il Coro di voci bianche del Teatro Regio e del Conservatorio “G. Verdi” guidato da Claudio Fenoglio presentano un programma dal sapore già natalizio. Maxime Pascal, per la prima volta al Regio, è una tra le figure più interessanti del nuovo panorama della direzione d’orchestra; classe 1985, Pascal ha vinto il Nestlé Salzburg Festival Young Conductors Award 2014 e ha diretto importanti orchestre quali i Münchner Philharmoniker, l’Orchestre de l’Opéra national de Paris, la Gustav Mahler Jugendorchester.
È co-fondatore e direttore musicale di Le Balcon, ensemble che coniuga alla performance dal vivo la ricerca sulle nuove tecniche di riproduzione del suono. Aprono il concerto tre brani strumentali: la Sinfonia n. 1 in re maggiore op. 25 “Classica” di Sergej Prokof’ev, in cui l’ispirazione formale “nello stile di Haydn” è riempita dalla creatività del nuovo linguaggio espressivo del compositore; la suite ispirata alle fiabe Ma mère l’oye (Mamma oca) di Maurice Ravel e il celeberrimo poema sinfonico L’Apprenti sorcier (L’apprendista stregone) di Paul Dukas, brano che tutti ricordiamo nel film della Disney Fantasia. Segue una seconda parte dedicata alla vocalità del Coro di voci bianche, che interpreterà il giubilante Psalm 150 di Benjamin Britten, What Sweeter Music e Nativity Carol di John Rutter e un medley delle più conosciute e apprezzate melodie natalizie.

Lunedì 20 gennaio, Timothy Brock torna sul podio della Filarmonica TRT per l’ormai tradizionale appuntamento con il cinema, dirigendo le musiche di scena del film The General (Come vinsi la guerra, USA 1926) di Buster Keaton.
Vero studioso della colonna sonora ante litteram, a sua volta compositore di musica da film e specialista nel difficile compito di dirigere in sincrono con la pellicola, Brock continua ad accompagnare il pubblico torinese nella riscoperta di questo repertorio dimenticato, l’emozione del primo cinema, quando il muto era animato dall’accompagnamento dell’orchestra in sala. La pellicola scelta per questa esecuzione è una delle più divertenti commedie dell’epoca del muto, ricca di effetti speciali, per realizzare i quali all’epoca furono spese cifre stratosferiche. Un’occasione unica, oltre che musicalmente imperdibile, per riscoprire una perla nascosta del cinema.

Venerdì 28 febbraio, Nicola Luisotti dirige l’Orchestra del Teatro Regio in un programma dalle atmosfere nordiche e astratte. Luisotti, regolarmente ospite del Regio, è stato direttore musicale della San Francisco Opera dal 2009 al 2018, del San Carlo di Napoli dal 2012 al 2014, direttore ospite principale della Tokyo Symphony Orchestra dal 2009 al 2012 e attualmente ricopre questa stessa posizione presso il Teatro Real di Madrid. Apre il concerto l’ouverture Meeresstille und glückliche Fahrt (Calma di mare e viaggio felice) di Felix Mendelssohn-Bartholdy, splendido brano dalle sonorità aeree e quasi sospese, ispirato al compositore da due poemi di Goethe.
Seguono i Kindertotenlieder (Canti per i bambini morti) di Gustav Mahler; nei cinque brani, composti su struggenti liriche che Friedrich Rückert dedicò alla memoria dei suoi figli scomparsi, la scrittura di Mahler trasforma lo straziante enigma della morte dei bambini nell’emblema della condizione umana. Voce solista sarà il baritono Christopher Pohl, formatosi alla Hannover Hochschule für Musik und Theater che, oltre a far parte dell’ensemble della Semperoper di Dresda, si è esibito con grande successo in teatri quali il Theater an der Wien, la Royal Opera House di Londra e la Fenice di Venezia. Conclude il programma la Sinfonia n. 5 in mi bemolle maggiore di Jean Sibelius, in cui la forma e il linguaggio in trasformazione del compositore dipingono una pagina suggestiva, misteriosa e profondamente toccante.

Mercoledì 25 marzo, Sergey Galaktionov torna alla guida dell’Orchestra del Regio con un concerto interamente dedicato agli archi e ai due mostri sacri del classicismo viennese: Wolfgang Amadeus Mozart e Ludwig van Beethoven. Apriranno il programma il virtuosistico Divertimento in re maggiore K 136/125a e il Concerto n. 1 in si bemolle maggiore per violino e orchestra K 207, che nella dinamicità e ricchezza di idee melodiche porta il marchio di fabbrica del suo autore. Di Beethoven, sentiremo il Quartetto per archi n. 11 in fa minore op. 95 “Serioso” nella trascrizione di Gustav Mahler, dove la scrittura estremamente asciutta e intensa comincia a intaccare la forma classica lasciando intravedere, inaspettati, lampi fantastici di un nascente romanticismo.

Giovedì 9 aprile la Filarmonica TRT si esibisce nella quinta edizione del Concerto con programma a sorpresa; dirige il Maestro Gianandrea Noseda. Da cinque anni a questa parte, la Filarmonica e Noseda, ideatore dell’innovativo progetto, propongono la sfida dell’ascolto inaspettato, “a scatola chiusa”, ma con la mente aperta è possibile scoprire gemme nascoste del repertorio sinfonico e ritrovare la sorpresa dell’ascolto. Si rinnova così il patto di fiducia che sempre dovrebbe esistere tra pubblico e interprete, quello di lasciarsi guidare alla scoperta di territori musicali a volte ancora inesplorati, a volte semplicemente poco frequentati, senza i limiti della convenzione o dell’abitudine; e solo al termine del viaggio scoprire chi ne sono stati i protagonisti. Il concerto è realizzato grazie al contributo della Fondazione CRT.

La stagione presenta, lunedì 27 aprile, l’inedita collaborazione tra la Filarmonica TRT e il Torino Jazz Festival. Protagonista di questo incontro è Gianluigi Trovesi, uno dei jazzisti italiani più prestigiosi di sempre, che torna a incrociare il percorso del Torino Jazz Festival. L’Ensemble di Trovesi incontra la tromba di Fabrizio Bosso e la Filarmonica TRT diretta da Stefano Montanari. Trovesi si presenta nella doppia veste di interprete al clarinetto e di compositore: il concerto esplora gli universi sonori a lui cari, spaziando dalle danze della tradizione popolare alla musica rinascimentale e barocca, dall’improvvisazione di matrice jazzistica alle riletture originali di materiali verdiani e schubertiani. Il titolo scelto, Berg Heim: una piccola montagna magica, trova ispirazione nel romanzo La montagna incantata di Thomas Mann e insieme ammicca, con la garbata ironia che è propria di Trovesi, alle proprie radici bergamasche. Il concerto è realizzato grazie al contributo di EY, nuovo partner della Filarmonica TRT.

Lunedì 11 maggio saranno protagonisti la Filarmonica TRT con il direttore e pianista Wayne Marshall. Marshall: un’intensa carriera da direttore, organista e pianista, è internazionalmente considerato interprete di riferimento del repertorio di Bernstein e ha inciso le opere integrali di Gershwin in qualità di direttore e solista al pianoforte. Ascolteremo in questa occasione, proprio di George Gershwin, la brillante Ouverture da Strike Up the Band, musical di Broadway del 1927, e il Concerto in fa maggiore per pianoforte e orchestra, lavoro dove un Gershwin ormai celebre si affranca dall’etichetta di autore di songs ed esprime appieno la sua capacità compositiva e di orchestrazione ricca di influenze della musica colta europea. Chiude il concerto la Sinfonia n. 7 in re minore op. 70 di Antonín Dvořák, considerata una delle opere più mature del compositore boemo, dal perfetto impianto formale, ricca di reminiscenze dei grandi modelli del sinfonismo europeo ma già aperta al panorama internazionale verso cui si dirigeva il suo autore.

Ultimo appuntamento di questo ricco cartellone, sabato 30 maggio, con l’Orchestra e il Coro del Teatro Regio diretti da Ben Gernon. In programma, l’oratorio Die Schöpfung (La Creazione) di Franz Joseph Haydn; istruisce il coro il Maestro Andrea Secchi.
Il giovanissimo Gernon, al suo debutto al Regio, ha vinto l’edizione 2013 del Nestlé Salzburg Festival Young Conductors Award e nello stesso anno è stato nominato Rising Star dal BBC Music Magazine; ha diretto importanti orchestre tra cui la Gustav Mahler Jugendorchester, la Los Angeles Philharmonic, la London Symphony Orchestra e la BBC Symphony Orchestra.
Haydn cominciò a pensare alla composizione di ritorno da un viaggio a Londra, nel 1795, dove aveva assistito alla monumentale esecuzione degli oratori di Händel; riportava con sé un libretto tratto dalla Genesi, dai Salmi e dal Paradiso Perduto di John Milton. Ne nacque una narrazione vividissima, gioiosa e commossa, profondamente spirituale, dei sei giorni creativi: dall’ouverture, informe e oscura come il principio dei cieli e della terra, alle manifestazioni della potenza e dell’amore di Dio nel creare ogni cosa, fino alla creazione della prima coppia umana e all’affidare a loro tutta la bellezza del giardino di Eden.

 

 

    Foto Beppe Sacchetto

 

 

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