Up Impatto sul territorio 69^ Fiera Peperone Carmagnola Slideshow

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Foto: Beppe Sacchetto © 2018



Effetti economico-sociologico-turistici della 69a Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola sul territorio

 

Torino, 26 Novembre 2018

I dati della ricerca universitaria coordinata dal Prof. Giuseppe Attanasi – professore ordinario all’Università di Nizza e docente dell’Università Bocconi di Milano – confermano il successo della manifestazione con un impatto economico totale minimo di 5.114.198 € e di poco più di 25 milioni di euro sui 5 anni di rilevazione, dal 2014 al 2018.
La ricerca mette al contempo in evidenza il miglioramento di diversi indici economico-sociali rispetto alle stime degli anni precedenti

Lunedì 26 novembre 2018 presso la Sala Stampa della Regione Piemonte a Torino, si è svolta la conferenza stampa di presentazione dei risultati di una qualificata ricerca universitaria sugli effetti economico-sociologico-turistici della “69a Fiera Nazionale del Peperone di Carmagnola”, un’eccellenza della provincia di Torino e del panorama nazionale delle manifestazioni gastronomiche e culturali, che conferma il suo successo anche attraverso questi dati.

La ricerca è stata condotta da un team di ricercatori coordinati e guidati dal dott. Giuseppe Attanasi - professore ordinario all’Università di Nizza e docente dell’Università Bocconi di Milano - composto dal dott. Paolo Galloso – responsabile Ufficio Studi Anima di Confindustria Milano – dalla prof.ssa Giulia Urso – ricercatrice presso il Gran Sasso Science Institute de L’Aquila e con la partecipazione del Laboratoire d’Economie Experimentale de Strasbourg (LEES) dell’Université de Strasbourg (Francia) e del Laboratori d’Economia Experimental (LEE) dell’Universitat Jaume I Castellón (Spagna).

Questo studio mostra il livello e la natura dell’effetto positivo della 69a Fiera del Peperone sul territorio di Carmagnola, in termini sia di qualità percepita dai partecipanti, sia di impatto economico generato dalle spese dei turisti arrivati sul territorio grazie all’evento.

La metodologia

Le stime dell’impatto della Fiera sul territorio sono state realizzate a partire da un questionario cartaceo somministrato ai visitatori nel corso dei 10 giorni della 69a edizione della Fiera di Carmagnola, dal 31 Agosto al 9 Settembre 2018. Il questionario è stato somministrato da 16 intervistatori, 8 maschi e 8 femmine, studenti di istituti superiori del territorio, formati appositamente dal Prof. Giuseppe Attanasi per questo genere di rilevazioni e ai quali è stato chiesto di distribuirsi lungo tutto il percorso della Fiera e di scegliere i visitatori da intervistare in maniera aleatoria, allo scopo di assicurare un campione rappresentativo della popolazione totale dei visitatori.

Il campione

Sono stati raccolti in totale 441 questionari con una probabilità d’errore di campionamento del 4,75% (ottenuta dal test di Marbach e considerando la stima di 250000 visitatori in totale), valore di gran lunga inferiore alla probabilità limite del 10% accettata in letteratura.
Gli intervistati sono stati per il 54% donne e per il 42% uomini con un grande aumento dei giovani sotto i 25 anni di età rispetto alle passate edizioni.
La provenienza è alquanto eterogenea e mostra una buona attrazione di visitatori non residenti in Piemonte (il 13% di cui il 2% provenienti dall’estero), il 39% di residenti a Carmagnola ed il restante 48% composto come segue: il 12% residente a Torino, il 24% nella provincia di Torino, il 12% in Piemonte ma al di fuori della provincia di Torino. Per quanto riguarda l’origine degli intervistati si può dire che il turismo generato dalla Fiera non è un turismo “di rientro”, visto che la maggior parte dei visitatori non residenti a Carmagnola sono turisti non originari.

Percezione generale della Fiera

Un aspetto fondamentale per comprendere l’impatto di un evento è la motivazione alla partecipazione allo stesso. Degli utenti intervistati, il 17% dichiara di partecipare alla Fiera perché “l’evento rappresenta una tradizione” (+6% rispetto al 2017), il 26% per “l’offerta gastronomica” (–4% rispetto al 2017), il restante 57% si divide tra “per stare in mezzo a molta gente e divertirsi” (19%), “per curiosità” (23%), “per caso” (5%) e “per gli ospiti delle serate” (10%, +5% rispetto al 2017). Come per i precedenti quattro anni di rilevazione, quindi, la motivazione alla base della partecipazione all’evento è alquanto eterogenea, segno di un evento maturo, che non si basa solo sull’elemento “tradizione” o sulla gastronomia.

Percezione di elementi specifici della Fiera

Come per le quattro edizioni precedenti, le aree di maggiore interesse della Fiera sono quelle enogastronomiche (52%, +5% rispetto al 2017) e la Piazza dei Sapori (34%, –6% rispetto al 2017).
A conferma di ciò, l’offerta gastronomica è ritenuta soddisfacente dal 97% degli intervistati (+6% rispetto al 2017, + 5% rispetto al 2016), soprattutto a causa della sua qualità (48%, +8% rispetto al 2017) e varietà (43%, –5% rispetto al 2017), meno invece per la novità (6%) e il prezzo (3%) dei prodotti.
Per quanto riguarda invece l’offerta artistica, diversamente dalla passata edizione, la Musica Tradizionale Piemontese non figura nella posizione di testa di questa speciale classifica delle preferenze degli utenti. Infatti, la Musica Giovanile è in cima alle preferenze (36%, +17% rispetto al 2017), seguita dai Comici (29%, + 9% rispetto al 2017), la Musica Tradizionale Piemontese appunto (15%, –14% rispetto al 2017), che stacca comunque la Musica da ballo (8%, –19% rispetto al 2017). Chiudono questa speciale classifica, come accaduto per gli altri anni di rilevazione, la Musica tradizionale di altre regioni e paesi (7%) e il Teatro (5%). Questo dato indica chiaramente che continuare ad offrire spettacoli artistici di genere diverso è la scelta migliore, vista l’eterogeneità delle preferenze.

Il giudizio degli utenti

La stragrande maggioranza degli utenti pensa che si tratti di un evento culturale (78%, –4% rispetto al 2017) e di una manifestazione tradizionale (84%, – 6% rispetto al 2017), e l’82% degli utenti piemontesi pesa che la Fiera rappresenti le radici di questa regione. Il 78%pensa che la qualità artistica della Fiera intesa come “spettacolo” sia elevata (+7% rispetto al 2017, +15% rispetto al 2016, +7% rispetto al 2015). Allo stesso tempo, l’86% ritiene che si tratti di un raduno di massa (–8% rispetto al 2017), dando all’espressione “raduno di massa” un’accezione positiva.

L’impatto economico totale minimo

È stato stimato l’impatto economico nel breve periodo determinato dall’aumento transitorio della domanda nei settori di attività maggiormente legati alla manifestazione: alloggi, ristoranti, caffè e bar, visite culturali e trasporti. L’impatto economico totale minimo dell’edizione 2018 della Fiera del Peperone è stato di 5.114.198 euro e di poco più di 25 milioni di euro sui cinque anni di rilevazione, dal 2014 al 2018.

Il miglioramento di molti altri indici economico sociale

Rispetto al 2017 si registra:
• aumento della percentuale dei turisti “non-originari”, che non sono cioè nati e/o cresciuti a Carmagnola o in zone limitrofe;
• aumento della percentuale dei turisti alla Fiera per la prima volta e, parallelamente, a Carmagnola per la prima volta, città scoperta proprio grazie alla Fiera (tale percentuale è più elevata tra i turisti stranieri);
• aumento della percezione della elevata qualità dell’evento, soprattutto degli spettacoli musicali;
• aumento della percentuale degli utenti che crede che la Fiera di Carmagnola sia un “raduno di massa” e che assegna a questo termine un’accezione positiva;
• leggero aumento del capitale sociale istantaneo degli utenti, cioè della percentuale di coloro che si fidano degli altri utenti della Fiera, e tra questi, di quelli che si fidano degli organizzatori della stessa;
• aumento del legame tra i turisti ed il territorio, confermato dalla più alta percentuale di ospitalità da parte di parenti e amici.

Perchè si parla di impatto minimo

L’impatto economico totale viene definito come “minimo” per indicare che si tratta di una soglia inferiore. Potrebbero infatti esserci delle altre componenti di lungo periodo che questo studio ancora non misura compiutamente, come per esempio il ritorno dei turisti nella zona a causa del fatto che hanno partecipato all’evento negli anni precedenti, il passaparola per la partecipazione ad altri eventi organizzati nella zona, l’aumento della percezione della qualità della vita nel territorio in funzione della partecipazione all’evento, ecc.

 

 

    Foto Beppe Sacchetto

 

 

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