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Foto: Beppe Sacchetto © 2018


SANTUARIO DELLA VERGINE DELLE GRAZIE DI VILLANOVA D'ASTI: INFIORATA

 

 

Villanova d'Asti, 29 Luglio 2018



L'Infiorata di Villanova d'Asti è una manifestazione che si svolge, dall'anno 1985, durante l'ultima decade del mese di Luglio.

Essa è realizzata nel viale di accesso al Santuario della Madonna delle Grazie, sorto per volontà di Don Luigi Crovella in ricordo dell'apparizione mariana del 1803 a Maria Baj.

Secondo la tradizione l'apparizione della Madonna a Maria Baj avvenne nel 1803, anche se nella valletta a nord del paese da molti anni si venerava la Vergine delle Grazie.

Il primo pilone fu costruito nel 1806 dai muratori in occasione di una grande grazia.

Infatti, mentre quei muratori abbattevano le mura, caddero le impalcature ed i muratori volarono a terra da circa sei metri, rimanendo però tutti miracolosamente incolumi.

Il pilone venne rifatto da Giovanbattista Mosso alcuni anni dopo, probabilmente nel 1822.

Ma l'accorrere delle folle di pellegrini avvenne verso gli anni 1820 e seguenti, fino al 1824.

Fu in quegli anni che si iniziò a vendere l'acqua del fontanino, finchè il Vescovo di Asti, lo proibì.

Don Crovella nel suo libro scrive "avevano fatto botteghino" e critica duramente chi vendeva l'acqua della Madonna.

Tanto più che essendo insufficiente la sorgente delle Grazie a causa dell'altissimo numero di pellegrini che desideravano acquistare l'acqua, alcuni villanovesi aggiungevano altra acqua a quella sgorgante dalla fontana della valletta.

L'accorrere di tanti pellegrini (sembra in certi giorni superassero i quattromila) provocò in Villanova molti problemi.

Occorreva organizzare meglio il traffico dei cariaggi e delle persone giunti in un primo tempo dai paesi vicini, poi sempre da maggior distanza diffondendosi le notizie delle guarigioni di malati.

Nei "Cenni storici" del Crovella si parla anche di "graziati" provenienti da fuori Piemonte. I pellegrini in un primo tempo giungevano a piedi.

Poi con i carriaggi, che spesso venivano usati anche per trascorrervi la notte.

Insomma furono usati tutti i mezzi di trasporto.

Costruiti gli stallaggi per i cavalli e le locande continuò per anni il continuo via vai di carri e cavalli.

All'inizio del 1800 esisteva un solo albergo: il "Cannone d'Oro", fondato da un certo Chiales, per lunghi anni in Inghilterra.

Ma negli anni attorno al 1820 per ospitare i pellegrini vennero attrezzati altri tre alberghi con stallaggio: il San Marco, Vigia ed il Mulettto.

Vigia era un albergo con grande stallaggio che dal vicolo Roma giungeva fin a Via San Paolo.

In tale albergo si sarebbe fermato diverse volte anche il Re Vittorio Emanuele II mentre andava nelle langhe.

I villanovesi aprirono anche molte osterie per sfamare e dissetare i pellegrini.
                                                                                                                                                  Francesco Tessiore



La preparazione dei disegni

NELLA NOTTE DIPINGIAMO COI FIORI

La preparazione avviene durante la notte precedente il giorno della manifestazione, a cura di volontari di ogni età.

Tempo prima si preparano il soggetto, normalmente geometrico o di ispirazione religiosa, sulla base del tema scelto dalla Associazione Infiorata Villanova d'Asti e i "colori" costituiti da petali di fiori o da altre particelle vegetali.la notte precedente il giorno della manifestazione un centinaio di artisti volontari lavoreranno per preparare l'infiorata.

I pittori dilettanti per ore nella notte dal sabato alla domenica dipingeranno con petali o polveri vegetali i bellissimi quadri religiosi, che per la dodicesima volta saranno ammirati la domenica lungo il viale del Santuario (dedicato a Maria Baj, la ragazzina che secondo la tradizione avrebbe visto la Madonna, mentre pascolava le pecore).

Molti, da settimane hanno raccolto petali di fiori, li hanno seccati, triturati, macinati e ne hanno ricavato polveri multicolori che useranno per i loro dipinti vegetali. Altri invece lavorano con petali freschi: i loro quadri rimangono piu' vivaci ancora: e' certamente piu' difficile riuscire a dipingere i particolari e le faccie con i petali piuttosto che con le polveri. I gruppi di artisti dilettanti vengono da Villanova e dai paesi vicini.​

Ciascun gruppo partecipante disegna su un grande foglio il soggetto del suo quadro, lo fissa in terra ed inizia il suo lavoro con le polveri od i petali. Passano le ore della notte e tra un vivace parlottare degli "artisti" viene fuori il capolavoro a colori vivaci.

Sara' una scena biblica, un fatto evangelico, un personaggio locale oppure un disegno geometrico.
Le forme definitive emergono poco alla volta sul terreno. Alcuni aggiungono scritte o date significative.

Nel cuore della notte molti sono ancora intenti a finire le loro opere floreali, mentre attorno quelli che han terminato cantano lodi alla Madonna o chiacchierano.​

Molti curiosi vengono a vedere quali soggetti sono stati effigiati quest'anno e commentano, intanto gli autori spiegano il profondo significato del loro quadro appena ultimato.

La sorpresa continua: ogni dipinto floreale sembra racchiuda la devozione alla Madonna, il cuore di chi l'ha composto.

Mentre la gente commenta, gli artisti gioiscono, la stanchezza della notte e' passata, il dolore alle ginocchia pure e si è felici per aver collaborato a fare bella la festa della nostra Madonnina delle Grazie.

Poi si torna a casa per essere di nuovo presenti fin dalle prime luci del mattino a rifinire ed ammirare il proprio lavoro: sembra che ognuno voglia stare vicino al suo disegno, ai suoi fiori, anche se gli incaricati restano a controllare e bagnare leggermente i petali, affinchè il vento non li sposti rovinando la bellezza del lavoro.

Frattanto iniziano le funzioni religiose, tra l'accorrere dei visitatori e bisogna tutto sia in perfetta regola. Sono tanti i curiosi ai lati del viale, che nell'intera giornata ammirano i quadri multicolori realizzati solo con materiali vegetali.

Per l'intera domenica il viale del Santuario si popola di pellegrini giunti da tutto il Piemonte, per pregare la Vergine, ma anche per ammirare la nostra Infiorata.
                                                                                                                                                  Francesco Tessiore

 

 

    Foto Beppe Sacchetto

 

 

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