Up Mostra Vivian Maier Slideshow

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Foto: Beppe Sacchetto © 2019



MOSTRA VIVIAN MAIER - IN HER OWN HANDS

12 ottobre 2019 –12 gennaio 2020 PALAZZINA DI CACCIA DI STUPINIGI
Piazza Principe Amedeo 7 – Stupinigi (TO)


“Era eccentrica, forte, determinata, colta edincredibilmente riservata.
Indossava un cappello largo, un vestito lungo, un cappotto di lana, scarpe da uomo e un passo deciso.
Una macchina fotografica intorno al collo ogni volta che usciva di casa.
Faceva ossessivamente delle foto, ma non le mostrava mai a nessuno...”


 

Stupinigi, 11 Ottobre 2019



VIVIAN, UN’ANIMA UNICA


VIVIAN MAIER, padre austriaco e madre francese,nasce a New Yorknel quartiere del Bronx il 1 febbraio del 1926. Mentre il padre abbandona ben presto la famiglia, Vivian trascorre gran parte della sua giovinezza in Francia con la madre Marie e l’amica Jeanne Bertrand, fotografa e scultrice affermata.

Torna dagli Stati Uniti nel 1951 ed intraprende la carriera di bambinaia, mestiere che farà per tutta la vita. Ma Vivian ha un grande passatempo: la fotografia! Una passione bruciante che, in cinque decadi,le fa scattare oltre 100.000 foto, molte delle quali tra Chicago e New York.

Negativi, filmati, registrazioni audio, scorci di vita quotidiana, che rappresentano una delle più affascinanti finestre sulla vita americana nella seconda metà del ventesimo secolo.

Vivian, uno spirito libero e curioso, una donna indipendente che decide di rimanere sola e senza particolari amicizie per tutta l’esistenza; dedita ai Gensburgs, ricca famiglia di Chicago di cui alleva i tre figli, trovandosi poi in povertà quando i ragazzi crescono.

Non potendo più pagare l’affitto di casa, è costretta a cedere i propri bagagli di ricordi: scatole contenenti tantissime cianfrusaglie collezionate negli anni, da cappelli a vestiti, da scontrini ad assegni, fino alle fotografie, Che John Maloof, giovane americano immobiliarista, compra nel 2007 ad un’asta, per soli 380 dollari, trovando centinaia di negativi e rullini ancora da sviluppare.
Così, mentre nel 2008 Vivian batte la testa scivolando su una lastra di ghiaccio nella downtown Chicago, si aggrava rapidamente e muore nell’aprile del 2009, il mondo viene a conoscenza del suo immenso lavoro e della sua arte, di quel “teatro di vita”, recitato davanti ai suoi occhi, che ha saputo catturare in momenti diventati epici.

LA MOSTRA

La mostra è organizzata dall’Associazione Culturale Dreams, con il coordinamento operativo di Next Exhibition e con il patrocinio della Città Metropolitana di Torino.

Racconta in oltre cento opere, selezionate dalla curatrice Anne Morin, la vita quotidiana americana vista con gli occhi di una sublime fotografa che per tutta la vita non si è mai considerata tale.

Vivian scatta compulsivamente, ma non mostra mai a nessuno le sue foto, come se fossero il suo segreto, il suo mondo intimo e privato.

Uno sguardo sottile e un punto di vista acuto per ritrarre la strada, le persone, gli oggetti, tutto ciò che la sorprende, cercando di rappresentare al meglio l’emozione fuggevole di un momento.

Quando i protagonisti dei ritratti erano poveri, lascia loro una legittima distanza; quando invece appartengono all’alta società mette in atto azioni di disturbo facendo in modo che nello scatto risultino infastiditi. Ritrae dalle persone comuni alle stelle del cinema.

La mostra è divisa in cinque aree:
-Città
-Dettagli
-Ritratti
-Frames
-Selfportrait/colori

AREA DIDATTICA

Un’area didattica, curata in collaborazione con la Scuola di Fotografia di Torino & VISUAL, completerà il percorso espositivo dando la possibilità di approfondire molte tematiche relative al mondo della fotografia, della composizione dell’immagine e soprattutto della componente artistica dell’atto fotografico creativo.

Alla Palazzina di Caccia di Stupinigi sarà presente lo stesso modello di macchina fotografica utilizzata dalla Maier e la riproduzione di una camera oscura.

Uno staff specializzato ed un team di esperti coordineranno i laboratori didattici mirati alla comprensione più profonda del mondo di Vivian e di quello fotografico insenso più ampio

 

 

    Foto Beppe Sacchetto

 

 

   VBS50 Network Photography Torino

    https://www.vbs50.com - info@vbs50.com

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    vbs50©1998

 

 

 



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