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Foto: Beppe Sacchetto © 2018



PRESENTAZIONE 36° TORINO FILM FESTIVAL 2018

 

Torino, 13 Novembre 2018

Il Museo Nazionale del Cinema è oggi a Torino l'istituzione che ha il più solido rapporto con il pubblico. Complessivamente infatti, nel 2018, parteciperanno alle attività dei vari settori del Museo, circa 900.000 persone. In breve, 700.000 visitatori della Mole nel 2017, 101.000 biglietti venduti al Cinema Massimo e circa 100.000 spettatori nei tre festival.

Questo risultato rappresenta per il Museo non soltanto un comprensibile motivo di soddisfazione istituzionale, ma una precisa assunzione di responsabilità. Si tratta infatti, al tempo stesso, di non lasciarsi prendere dalla tentazione - oggi ricorrente - di sacrificare la qualità della proposta culturale agli effetti pop del successo; ma neppure di rifugiarsi nelle torri d'avorio della cultura per piccole conventicole di iniziati.

Da questo punto di vista, un manifestazione come il Torino Film Festival rappresenta il giusto punto di equilibrio, perché consente al Museo Nazionale del Cinema di integrare il lavoro sulle collezioni - tra le più importanti sul piano internazionale - tenendo i contatti con la ricerca, i giovani filmmaker, le nuove evoluzioni del linguaggio cinematografico.

Parte integrante del lavoro sulle collezioni vanno invece considerati i due restauri promossi dal Museo. Un omaggio a Ettore Scola con Trevico-Torino. Viaggio nel Fiat Nam, film che ci riporta a un momento chiave della storia di Torino, i conflitti di classe successivi all'Autunno caldo, cui ha collaborato come sceneggiatore il sindaco Diego Novelli. Il secondo restauro ripropone il film che inaugura nel 1982 il Festival Torino Cinema Giovani: Processo a Caterina Ros di Gabriella Rosaleva che, con la sua capacità di riflettere sull'oppressione femminile, conferma oggi la sua attualità. Mentre l'omaggio a Ermanno Olmi è il punto di contatto ideale tra l'Istituzione Museo e il Festival, uniti con Rai Cinema, Rai Teche e altre istituzioni, per ricordare un maestro della nouvelle vague italiana che ha mantenuto intatta fino all'ultimo la sua giovinezza d'autore.

Quest'anno, insieme con Film Commission Torino Piemonte, il Museo si è inoltre fatto promotore di un nuovo spazio del TFF, Torino Film Industry, che presenta - contribuendo ad ampliarne la massa critica - tutti gli eventi legati al mondo della produzione cinematografica presenti a Torino in occasione del Festival, e in particolare, oltre agli eventi direttamente organizzati da Film Commission, le attività di Torino Film Lab e lo Short Film Market.

Buona Visione
                                                                                               Sergio Toffetti Presidente Museo Nazionale del Cinema

 

© Rai 36°Torino Film Festival

 

È con grande piacere che la Regione Piemonte e la Città di Torino accolgono la nuova edizione del Torino Film Festival, manifestazione di grande e consolidato prestigio e dal respiro internazionale, che le istituzioni sostengono da sempre con convinzione. Una kermesse capace di unire un'indiscussa qualità culturale e la valorizzazione del settore cinematografico nel suo complesso, ambito fortemente strategico per lo sviluppo del territorio.

Dopo tante edizioni di successo ci sembra altresì doveroso sottolineare come il festival continui a mantenere alta la vocazione verso il cinema nuovo e la sua voglia di esplorare il futuro, rappresentando un'occasione importante di scoperta per il pubblico dei grandi autori del cinema italiano e internazionale e, allo stesso tempo, un momento privilegiato di incontro per operatori e professionisti del settore, come nel caso del nuovo progetto Torino Film Industry.

La 36° edizione della manifestazione presenta dunque un programma ancora una volta ricco ed entusiasmante, frutto dell'impegno e dell'immenso lavoro dei tanti curatori e collaboratori del festival e del direttore Emanuela Martini, nonché del guest director Pupi Avati, che siamo onorati di poter ospitare: a tutti loro va il nostro ringraziamento, con l'auspicio che il Torino Film Festival continui a rappresentare un momento di crescita per Torino, per il Piemonte e di coinvolgimento di nuove fasce di pubblico, come avviene con la serie di appuntamenti sul territorio del Moving TFF.

Infine auguriamo al pubblico, che numeroso affollerà gli spazi del festival alla ricerca di quella magia che solo il cinema sa offrire, buon divertimento.


Francesca Paola Leon                                                                                                                   Antonella Parigi

Assessore alla Cultura Città di Torino                                            Assessore alla Cultura e al Turismo Regione Piemonte

 

Pupi Avati Guest Director del 36° Torino Film Festival


Pupi Avati sarà il Guest Director del 36° Torino Film Festival. Il regista, sceneggiatore e scrittore bolognese presenterà la sezione “Unforgettables”, dedicata ai titoli mescolano musica e cinema, due sue grandi passioni.

Pupi Avati sarà a Torino nei giorni del festival e introdurrà le proiezioni dei film che ha scelto:
The Glenn Miller Story | La storia di Glenn Miller di Anthony Mann (USA, 1954)
The Benny Goodman Story | Il re del jazz di Valentine Davies (USA, 1956)
Bird di Clint Eastwood (USA, 1988)
Thirty Two Short Films About Glenn Gould | Trentadue piccoli film su Glenn Gould di François Girard (Canada/Olanda/Portogallo/Finlandia,1993)
Bix di Pupi Avati (Italia, 1991), selezionato da Emanuela Martini, direttore artistico del Torino Film Festival.

“Quando Emanuela Martini, conoscendo le mie passioni, mi ha invitato al Torino Film Festival come Guest Director, chiedendomi qualche titolo di film che sintetizzasse quello straordinario insieme che è per me cinema e musica, ho vissuto gioia e titubanza.” - dichiara Pupi Avati. “I film che si ispirano alla musica (nel mio caso intesa esclusivamente come jazz o classica) non sono tanti, e pochi dotati di un’anima.
Così, costretto a eliminare una serie di titoli, dal magnifico Let’s Get Lost di Bruce Weber e Born To Be Blue di Robert Budreau (entrambi su Chet Baker) al Round Midnight di Tavernier (su Lester Young), dal sontuoso Cotton Club ellingtoniano di Coppola al Jazz on a Summer’s Day di Bert Stern con Louis Armstrong, Thelonious Monk e Gerry Mulligan, tutti film probabilmente già troppo visti, ho deciso di scegliere Bird, la struggente biografia di Charlie Parker diretta da Clint Eastwood, e due titoli che hanno contribuito a far nascere in me, nei remoti anni della mia adolescenza, questa passione.

La vita di Benny Goodman e quella di Glenn Miller. Mi restava pochissimo spazio per dire la mia infinita riconoscenza a quella musica classica che non so più distinguere dal jazz. Mi occorreva un musicista che non appartenesse né a un tempo né a una moda, un musicista che fosse la sintesi di tutti i tempi e di tutte le mode. Glenn Gould, che suona le sue variazioni cantando come faceva Oscar Peterson (altro straordinario pianista jazz canadese), era probabilmente colui che cercavo. Nei Trentadue piccoli film su Glenn Gould, Francois Girard ha circumnavigato questo genio assoluto, che ancora oggi non smette di commuoverci”.

“Unforgettables, la sezione proposta da Pupi Avati, Guest Director del 36° Torino Film Festival, si collega idealmente alla mostra su cinema e musica in corso al Museo Nazionale del Cinema: "Soundframes" (inaugurata il 26 gennaio 2018 e che proseguirà fino al 7 gennaio 2019), nella quale sono stati approfonditi molteplici aspetti delle connessioni e commistioni tra le due arti”, afferma Emanuela Martini. “Mi è parso però che, nella mini-sezione del Guest Director, mancasse un tassello importante. Perciò, ho scelto, tra i numerosi film e le miniserie che Pupi Avati ha realizzato nel suo connubio ideale tra cinema e musica, la sua toccante ricostruzione del leggendario e oscuro cornettista Leon Bix Beiderbecke, Bix, storia di una vita americana "perduta", colta dal nostro autore con piena adesione a quella musica e a quel "mito" ”.

 

 

    Foto Beppe Sacchetto

 

 

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