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Foto: Beppe Sacchetto © 2019



LA NUOVA STAGIONE TPE: UN VIAGGIO VERSO NUOVI MONDI

Presentata giovedì 23 maggio 2019 - Teatro Astra, Torino

Trentanove spettacoli, 15 nuove produzioni TPE, il ritorno alla regia di Claudio Morganti, i cent’anni di Federico Fellini,
la prima in Italia di Arne Lygre, il caso Woyzeck riaperto.
E un «viaggio nel corpo della lingua italiana» con talentuosi registi e reading per riscoprire la nostra poesia


 

Torino, 23 Maggio 2019

Trentanove spettacoli. Quindici nuove produzioni TPE. Fra queste Accabadora di Michela Murgia, che dal romanzo di successo arriva in teatro con l’interpretazione di Anna Della Rosa, applaudita Célimène in Moliere / Il Misantropo. Il debutto assoluto per l’Italia del drammaturgo norvegese Arne Lygre con Jacopo Gassmann che ha tradotto e dirige Niente di me. Il ritorno sulle scene di un grande irregolare del teatro italiano come Claudio Morganti, che nel Caso W riapre con Rita Frongia il processo a Woyzeck, lo sfortunato barbiere-killer di Georg Büchner. Il drammaturgo argentino Rafael Spregelburd, ormai rappresentato in tutto il mondo, che porta la sua cinica ed esilarante commedia Lucido nell’interpretazione di Jurij Ferrini. E i cent’anni di un maestro come Federico Fellini.

Valter Malosti ha svelato la sua seconda stagione per TPE – Teatro Piemonte Europa giovedì 23 maggio 2019 al Teatro Astra con una presentazione-spettacolo ispirata allo spazio: dapprima in un video girato al Planetario di Torino, in tuta da astronauta a evocare quel viaggio verso nuovi mondi che è il teatro e recitando i brani di Federico Fellini, Carlo Emilio Gadda, Italo Calvino e Alberto Abruzzese riportati nel suo intervento qui accluso; e in conclusione con un’apparizione sul palco in veste di scimmia antropomorfa, recitando il Canto notturno di un pastore errante dell’Asia di Giacomo Leopardi.

La presentazione cade a pochi giorni dal successo del progetto Me, mi conoscete. Primo Levi a teatro, che con i suoi numerosi appuntamenti (fra cui il reading I sommersi e i salvati al Teatro Regio, Se questo è un uomo al Teatro Carignano e Il sistema periodico all’Astra) ha richiamato complessivamente 14.787 spettatori.

La decisa apertura verso il contemporaneo, l’attenzione alla nuova drammaturgia e l’interazione fra i diversi linguaggi artistici intrapresa dallo scorso anno hanno trovato una conferma nei risultati di pubblico e di gestione del cartellone che si è appena concluso: +10% di incassi, +12% di presenze, +37% di abbonati, +5% di contributi Fus e un rating ministeriale nella qualità artistica che colloca il TPE al 3° posto assoluto in Italia fra i Tric, i Teatri di Rilevante Importanza Culturale.

La Fondazione TPE – Teatro Piemonte Europa ha come Soci fondatori Regione Piemonte, Città di Torino e Associazione Teatro Europeo, e opera grazie al sostegno del Mibac – Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, di Compagnia di San Paolo, Fondazione Crt e di Intesa Sanpaolo quale partner.

Senza cercare «uno slogan da ammannire», svela Malosti, la Stagione TPE 19.20 «coltiva la vita nella sua diversità e singolarità, senza “frasi fatte” all’ombra delle quali prendere ristoro dalla complessità dell’uomo dicendo: ah ecco, la vita è questa, l’amore è questo, il teatro è questo».

Malosti si è messo «alla continua ricerca di artisti che scelgano con autenticità la materia su cui lavorare e con autenticità e profondità la lavorino». Un lavoro che sia valorizzato dal rispetto delle regole che condizionano qualunque realizzazione dell’espressione creativa, al pari di ogni altro lavoro o attività di artigianato: «Sono regole che implicano conoscenza, tecnica, applicazione, riferimento all’esperienza, identificazione totale coi ritmi e con le leggi della materializzazione della fantasia».

Sono tre le produzioni dirette da Malosti proposte in questa stagione. Il berretto a sonagli, suo primo e (per ora) unico incontro con Luigi Pirandello, che trae spunto dal testo originale scritto in dialetto siciliano, più duro e feroce ma al tempo stesso più ritmico e musicale rispetto alla successiva versione italiana. Accanto al Ciampa di Malosti, Beatrice Fiorica è Roberta Caronia, nota al pubblico televisivo come interprete di Vincenzina Bagarella nella fiction Il Cacciatore di Rai2.

Arriva a Torino la Monaca di Monza di Giovanni Testori, con protagonista Federica Fracassi, che ha debuttato con grande successo di pubblico e di critica lo scorso gennaio al Teatro Franco Parenti di Milano.

E nel 2020 si celebra il centenario della nascita di Federico Fellini. TPE lo festeggia con Giulietta, protagonista ancora Roberta Caronia. In Giulietta, Malosti porta in scena l’adattamento teatrale del racconto pubblicato da Fellini e poi diventato Giulietta degli spiriti. Con essa vince nel 2004 il Premio Hystrio per la regia, e la prima interprete Michela Cescon il Premio della critica teatrale e l’Ubu come migliore attrice. Il progetto dedicato a Fellini si svilupperà approfondendo il rapporto del Maestro con la complessa e affascinante figura di Gustavo Rol.

In coerenza con l’idea di Malosti di fare del Teatro Astra il polo torinese di quel «teatro popolare d’arte» che coniuga la ricerca con il legame con le nostre radici espressive, anche quest’anno numerose produzioni TPE guardano a grandi classici riletti da alcuni fra i più talentuosi registi italiani delle nuove generazioni. Dopo Spettri di Ibsen, Leonardo Lidi torna a indagare sui fragili rapporti familiari de Lo zoo di vetro di Tennessee Williams. Il Premio Ubu Alessandro Serra farà suonare la partitura per anime che è Il giardino dei ciliegi di Cechov. E Carmelo Rifici affronta alla radice le drammatiche pulsioni fra bene e male che lacerano il Macbeth shakespeariano, affidandone in Macbeth, le cose nascoste la decostruzione a due psicoanalisti.

Tratto saliente della Stagione TPE 19.20 è la grande attenzione riservata agli autori italiani e in particolare alla poesia, che costituiscono quello che Malosti ha chiamato un vero e proprio «viaggio nel corpo della lingua italiana». Tre i reading di poesia: dopo il successo al Teatro Regio per l’inaugurazione di Biennale Democrazia con I sommersi e i salvati, Fabrizio Gifuni apre la stagione con un fuori abbonamento leggendo i versi di uno dei più grandi poeti del Novecento: Giorgio Caproni; Stefano Benni recita dal suo nuovo Dancing Paradiso, Gozzano, Pascoli e Palazzeschi; la poetessa cesenate Mariangela Gualtieri propone in anteprima i propri versi in uscita a novembre per Einaudi Poesia.

Altro tratto che caratterizza l’identità artistica del TPE è la forte attenzione per l’interazione creativa fra i diversi linguaggi espressivi. Sono due le nuove produzioni in cui il teatro incontra la danza, entrambi con artiste molto apprezzate dal pubblico torinese: una nuova creazione in progress di Cristiana Morganti ispirata all’idea della circolarità e dell’eterno ritorno; e Madre di Michela Lucenti con il suo Balletto Civile che si interroga (e ci interroga) sul senso dei nostri cordoni ombelicali più profondi. Torna all’Astra, dove aveva debuttato nel 2015, il surreale e divertente Anelante del duo RezzaMastrella. E debutta in prima assoluta con la compagnia Nerval Teatro, specialista nella drammaturgia tedesca, Le lacrime amare di Petra von Kant: il testo teatrale di Rainer Werner Fassbinder che nel 1972 diventerà il celebre film con Hanna Schygulla.

Di grande interesse gli spettacoli ospiti. A cominciare dai due testi forti e attuali con cui Bebo Storti e Renato Sarti aprono la stagione: Mai morti, che affronta il tema della nostalgia del fascismo, e Io santo tu beato, che porta in scena con lo sghignazzo il contrasto fra le diverse e contraddittorie anime della Chiesa. Con cuffie e audioguide, Roberta Bosetti e Renato Cuocolo in Underground ci faranno scoprire la città da una prospettiva insolita: dal basso, viaggiando a bordo della metropolitana di Torino. Da I giganti della montagna di Pirandello interpretato dalla sola voce di Roberto Latini alla modernissima Locandiera di Goldoni - Le Moli, dall’Antigone di Massimiliano Civica fino a Storia di un’amicizia con cui Fanny & Alexander portano sul palco la tetralogia best seller L’amica geniale di Elena Ferrante: nel suo contributo, Valter Malosti ci racconta in dettaglio perché ciascuno di essi meriti di essere conosciuto e apprezzato.

Sempre più intenso l’impegno in tournée delle produzioni e coproduzioni firmate TPE e delle regie di Malosti, comprese quelle del progetto Primo Levi. Nel 2019-20 gireranno l’Italia Se questo è un uomo, Il sistema periodico, Il berretto a sonagli, Molière / Il Misantropo, La monaca di Monza, Niente di me con la regia di Jacopo Gassmann, gli spettacoli di Lucilla Giagnoni e due titoli di nuova produzione ancora non arrivati a Torino: Ciara di David Harrower e I due gemelli veneziani di Carlo Goldoni. Altre tournée sono in via di definizione.

Novità della Stagione TPE 19.20 è il progetto A porte aperte. Il Teatro Astra apre le sue porte a compagnie e centri produttivi del territorio che presentano spettacoli delle proprie rassegne e festival: da Torinodanza del Teatro Stabile di Torino alla rassegna internazionale di teatro di figura Incanti, da MaldiPalco di Tangram Teatro a Concentrica del Teatro della Caduta. Confermato il sodalizio organizzativo di TPE con il Festival delle Colline, che celebra la sua 24a edizione dal 2 al 22 giugno prossimi. E dal 23 gennaio parte l’edizione 2020 di Palcoscenico Danza, la rassegna coreografica curata da Paolo Mohovich e diventata ormai un appuntamento fisso nell’ambito del cartellone TPE.

Anche per la Stagione TPE 19.20 l’artwork simbolo è opera dell’artista milanese Simone Fugazzotto (1983): una scimmia che regge in mano un casco da astronauta, metafora dei nuovi viaggi fantastici e delle esplorazioni senza paura della forza di gravità che il teatro ci dà la possibilità di compiere.

TPE già la scorsa stagione aveva scelto la sua opera Curiosity is my only vanity come immagine guida. Quest’anno Fugazzotto l’ha invece realizzata appositamente per TPE. L’opera ha il titolo della canzone di David Bowie, Space Oddity: «L’idea che mi ha portato a realizzare quest’opera per il Teatro Astra – spiega Fugazzotto - è maturata dopo aver conosciuto il progetto di Valter Malosti per il teatro. Tradizione che però guarda al cielo, anzi allo spazio. TPE aveva già usato l’anno scorso per la comunicazione una mia opera. Volevo continuare questa tradizione, ma aggiungendo un elemento cruciale: il casco. Mi piace pensare che ogni spettatore lo dovrà idealmente indossare per il tempo che trascorre in teatro durante lo spettacolo, pronto per essere portato in un’altra e in un’ultra-dimensione».

Accanto agli spettacoli proseguono anche nel 2019-20 le attività di approfondimento e formazione: il Babysitting Lab, i corsi di teatro per ragazzi, gli incontri di Oltre la scena con i protagonisti della stagione, i seminari e le lezioni. Date, nomi e dettagli verranno resi noti prossimamente.

E c’è già un’anticipazione sulla stagione successiva. Il TPE lancerà in autunno una call pubblica per giovani attori, performer e creatori under 30, per iniziare un percorso pratico di conoscenza reciproca e di scambio per non restare mai privi, come ci suggerisce Malosti, di «uno sguardo capace di futuro».

 

 

    Foto Beppe Sacchetto

 

 

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