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Foto: Beppe Sacchetto © 2019



WORLD PRESS PHOTO 2019

La mostra di fotogiornalismo più importante al mondo per il terzo anno a Torino
Dal 27 settembre al 17 novembre all’Ex Borsa Valori


 

Torino, 27 Settembre 2019

Torna a Torino, ed è il terzo anno consecutivo, World Press Photo, la mostra di fotogiornalismo più importante al mondo. Presente in oltre cento città e più di 45 Paesi, la tappa torinese è organizzata dall’Associazione C.I.ME. – Culture e Identità Mediterranee. Dopo il grande successo dell'edizione 2018, è stata scelta nuovamente l’Ex Borsa Valori di via San Francesco da Paola 22 (piazzale Valdo Fusi): qui la mostra sarà visitabile da venerdì 27 settembre a domenica 17 novembre.

E' organizzata con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino, con il sostegno e patrocinio della Camera di Commercio di Torino che ha concesso gli spazi del l’Ex Borsa Valori.

Partner della manifestazione l'Ordine dei Giornalisti del Piemonte, l'Associazione Stampa Subalpina, Centro Giornalistico Pestelli, Lettera Ventitré, Associazione Dardanello, Distretto Cinema e Reveshow.

L'esposizione

Ogni anno, migliaia di fotoreporter delle maggiori testate editoriali internazionali come National Geographic, BBC, CNN, Le Monde, El Pais si contendono il titolo nelle diverse categorie del concorso di fotogiornalismo: Contemporary Issues, Environment, General News, Long-Term Projects, Nature, People, Sports, Spot News. Obiettivo aggiudicarsi l’ambito premio ed un posto in questa mostra.

L’esposizione presenta le 157 foto selezionate come immagini che raccontano il 2018. Naturalmente sarà esposta la vincitrice del World Press Photo of The Year 2019: Crying Girl on the Border di John Moore dell’agenzia Getty Image. L’immagine ritrae una bambina honduregna di circa due anni, Yanela, in un pianto disperato mentre sua madre, Sandra Sanchez, che la teneva in braccio, è costretta a metterla a terra mentre viene perquisita da un agente della polizia di frontiera americana al confine con il Messico.

Le foto vincitrici di quest’anno sono state scelte tra le 78.801 fotografie di 4.738 fotografi che hanno partecipato al concorso da 129 paesi diversi. La giuria che le ha selezionate era presieduta da Whitney C. Johnson, vicepresidente della sezione del National Geographic che si occupa di contenuti visivi. Tra i giurati c’erano anche il fotografo Neil Aldridge, la curatrice Yumi Goto, il fotografo di Getty Images Nana Kofi Acquah, il responsabile dei progetti speciali di TIME Paul Moakley, la fotogiornalista Alice Martins e la fotogiornalista di Associated Press Maye-e Wong.

Le novità

La novità di quest’anno all’interno delle categorie premiate è stata l’introduzione del premio World Press Photo Story of the Year, assegnato al fotografo “la cui creatività visiva e abilità hanno prodotto storie fotografiche con eccellenti editing, riguardanti un grande evento o una questione di rilevanza giornalistica del 2018”. Ad aggiudicarsi la nuova sezione l’olandese Pieter Ten Hoopen con con il progetto The Migrant Caravan: un foto-racconto, realizzato tra ottobre e novembre, dedicato all’immigrazione e alla più grande carovana di migranti partita dall’Honduras (e che ha raccolto persone da Nicaragua, El Salvador e Guatemala) e diretta negli Stati Uniti con oltre 7000 persone, tra cui almeno 2300 bambini (secondo quando affermato dalle agenzie delle Nazioni Unite).

La mostra 2019 sarà anche arricchita dall'esposizione delle opere vincitrici della sezione Digital Storytelling, per la prima volta a Torino. Si tratta dei video racconti di giornalisti visivi, produttori o narratori realizzati con l’uso della tecnologia digitale e fruibili anche con smartphone o tablet. Saranno allestite due sale di proiezione dei cortometraggi premiati e un monitor touchscreen dedicato alla sezione interactive. I vincitori di questa categoria sono stati selezionati fra ben 300 produzioni (77 progetti interattivi, 140 video brevi e 83 video lunghi) pervenute ad una giuria presieduta da Zahra Rasool, responsabile dello studio Contrast VR di Al Jazeera.

Italiani in mostra

Cinque i lavori degli italiani in mostra. Il reportage “La crisi del lago Ciad” di Marco Gualazzini, dell’agenzia Contrasto, ha vinto il primo premio per la sezione Environment stories. È stato Lorenzo Tugnoli, sempre dell’agenzia Contrasto, il vincitore del primo premio nella sezione General news stories con il reportage “La crisi in Yemen” realizzata fotografando i campi dei rifugiati, gli ospedali e la linea del fronte. Sarà esposto anche lo scatto di Daniele Volpe, fotografo indipendente, secondo premio foto singole per la sezione general news con “Still Life Volcano”. E ancora, ospiti della sezione Digital Storytelling saranno gli autori del video “Ghadeer”: Matteo Delbò, filmaker Rai, e la torinese Chiara Avesani, giornalista freelance, e collaboratrice di "Report" (Rai) e Sky News. Il loro lavoro è risultato vincitore del terzo premio nella categoria short video, nonché parte del progetto “Frontline of peace”: documentari web sugli sforzi di ricostruzione in Iraq.

La tappa torinese

La mostra è riconosciuta per il suo alto valore culturale, sociale ed educativo, rappresenta, dunque, un viaggio per immagini tra gli avvenimenti più rilevanti del nostro tempo. L’esposizione arriva a Torino grazie all’impegno di Vito Cramarossa, presidente dell’Associazione C.I.ME. – Culture e Identità Mediterranee, una realtà pugliese che da più di dieci anni in Italia e all’estero si occupa di promozione culturale e territoriale. Attualmente rappresenta uno dei partner più importanti della Fondazione World Press Photo con all’attivo l’organizzazione di ben quattro tappe italiane della mostra WPP 2019: Bari, Palermo, Torino e Napoli.

 

 

    Foto Beppe Sacchetto

 

 

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