Up In Nome della Madre - La maternità di Maria secondo Erri De Luca Slideshow

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IN NOME DELLA MADRE

UNA VERSIONE LAICA E POETICA DELLA NASCITA DI GESÙ:
GALATEA RANZI È MARIA NEL RACCONTO EMOTIVO DI ERRI DE LUCA

DAL 19 AL 23 GENNAIO 2022 - TEATRO ASTRA, TORINO

Diretta da Gianluca Barbadori, Galatea Ranzi porta in scena In nome della madre,
l’adattamento teatrale dell’omonimaopera di De Luca,
in cui il mistero della maternità di Maria diventa vivido racconto umano

 

Torino, 12 Gennaio 2022

Dopo l’anteprima andata in scena a Roma nell’ambito del Festival di drammaturgia contemporanea e il debutto al Teatro Biondo di Palermo, che lo produce in collaborazione con Soc. Coop. Ponte tra Culture e Amat, arriva a Torino per la Stagione TPE 21.22 In nome della madre: un intenso monologo di Erri De Luca interpretato da Galatea Ranzi - che le è valso la nomination come Miglior interprete di monologo delle “Maschere del Teatro Italiano 2021” - per la regia di Gianluca Barbadori.

Lo spettacolo, tratto dal romanzo breve di Erri De Luca pubblicato da Feltrinelli nel 2006, studia il mistero di una maternità e la grazia del coraggio di una donna. In nome della madre è la storia, narrata in prima persona di Miriàm, una ragazza della Galilea che ha una strana visione nella quale un angelo le annuncia che avrà un figlio e profetizza per lui un destino di grandezza. Subito dopo, la giovane scopre di essere incinta. Dopo qualche titubanza, decide di avvertire Iosef, il suo promesso sposo. Miriàm sa perfettamente che rischia di essere lapidata, ma rifiuta ogni menzogna, rivendicando il mistero della sua gravidanza e la sua assoluta buona fede. Iosef, anche in seguito ad un sogno premonitore, decide che le nozze avranno luogo come previsto, sfidando i benpensanti di Nazaret e le leggi del tempo. Intanto, gli odiati occupanti romani organizzano un censimento e per i giovani sposi si prepara un viaggio, lungo e difficile, a pochi giorni dal parto.

Facendo ricorso al linguaggio semplice e terso della poesia, Erri De Luca racconta la gravidanza di Miriàm/Maria. Il Talmud, oltre un decennio di studi biblici e gli storici romani gli forniscono dati preziosi per dare alla sua storia uno sfondo credibile. Ma non è un’urgenza storiografica, quella che muove De Luca. Piuttosto, è il desiderio di raccontare «qualcosa che non c’è»: una versione laica e poetica della nascita di Gesù. In nome della madre è un testo pieno di Grazia, che commuove e fa riflettere credenti e laici. La messa in scena intende creare un intimo momento di incontro col pubblico. Miriàm/Maria, donna oramai adulta che ha accettato con consapevolezza il destino di suo figlio, desidera condividere con noi la sua esperienza personale, senza fronzoli, invitandoci a ritrasmettere il suo messaggio di amore, coraggio e speranza.

«In nome della madre - afferma Erri De Luca - s’inaugura la vita. L’adolescenza di Miriàm/Maria smette da un’ora all’altra. Un annuncio le mette il figlio in grembo. Qui c’è la storia di una ragazza, operaia della divinità, narrata da lei stessa. Qui c’è l’amore smisurato di Giuseppe per la sposa promessa e consegnata a tutt’altro. Miriàm/Maria, ebrea di Galilea, travolge ogni costume e legge. Esaurirà il suo compito partorendo da sola in una stalla. Ha taciuto. Qui narra la gravidanza avventurosa, la fede del suo uomo, il viaggio e la perfetta schiusa del suo grembo. La storia resta misteriosa e sacra, ma con le corde vocali di una madre incudine, fabbrica di scintille».

Foto di © rosellina garbo 2021

 

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