Up Paolo Pellegrin - Ultimi 10 giorni di mostra alla Reggia di venaria Slideshow

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ULTIMI 10 GIORNI PER VISITARE LA MOSTRA DI PAOLO PELLEGRIN "UN'ANTOLOGIA"
ALLA REGGIA DI VENARIA REALE

L’esposizione termina domenica 29 agosto 2021

 

Venaria Reale, 19 Agosto 2021

Ultimi 10 giorni per visitare la mostra Paolo Pellegrin. Un’antologia, ospitata alle Sale delle Arti della Reggia di Venaria, che chiuderà i battenti domenica 29 agosto prossimo.

L’esposizione, aperta al pubblico lo scorso 1° ottobre, presenta oltre 200 fotografie realizzate direttamente negli scenari dei principali conflitti armati che dilaniano il mondo, purtroppo tornati drammaticamente alla ribalta con le recenti vicende che riguardano l’Afghanistan.

I toccanti reportage di Paolo Pellegrin indagano e tendono a dare risalto al modo in cui gli uomini reagiscono a guerre e massacri, documentando situazioni come la fuga, l’esodo dei rifugiati, i tentativi di ricostruire una nuova vita fra macerie e speranza. Un’occasione imperdibile per vivere e riflettere quasi in presa diretta su fatti ed eventi che riguardano tutti noi.

Paolo Pellegrin è nato a Roma nel 1964.

Dopo aver studiato architettura, il suo interesse si focalizza sulla fotografia. Dopo dieci anni all'Agence Vu, entra a far parte di Magnum Photos come nominee nel 2001, diventando membro a pieno titolo nel 2005.Ha lavorato a contratto per “Newsweek” per dieci anni. Nella sua carriera ha ricevuto molteplici riconoscimenti internazionali, tra cui il Robert Capa Gold Medal Award. Nel 2006 gli viene riconosciuto il W. Eugene Smith Grant in Humanistic Photography.

Le sue foto sono state esposte in numerosi musei e gallerie tra cui: La Maison Européenne de La Photographie, i Rencontres d'Arles, il San Francisco Museum of Modern Art, la Corcoran Gallery of Art di Washington, il MAXXI di Roma, l’Aperture Foundation Gallery, il Foam Fotografiemuseum Amsterdam, e la Deichtorhallen ad Amburgo. Vive a Londra.

Dopo un accurato lavoro sul suo archivio, nel 2018 nasce la mostra antologica di Paolo Pellegrin, noto fotografo della storica agenzia Magnum Photos.

Vincitore di numerosi premi internazionali, con esposizioni che negli anni hanno scandito la sua crescita autoriale, lo ritroviamo adesso nelle Sale delle Arti della Reggia di Venaria -grandiosa Residenza Sabauda alle porte di Torino, dichiarata Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco- in un percorso immersivo.

Tra il buio e la luce, le oltre 200 fotografie ci portano dai conflitti armati che dilaniano il mondo, all’emergenza climatica di cui è protagonista la Natura, e noi con lei. Ma anche tra le pareti del suo studio, “ripensato” ad ogni successiva tappa della mostra, per permettere all’osservatore di entrare nel mondo dell’Autore e di indagare con maggiore profondità le scelte, le intuizioni, le urgenze di uno sguardo inarrestabile e onnivoro.

La mostra presenta inoltre una sezione speciale ed inedita dedicata ad un racconto personale ed intimo di Pellegrin: le fotografie realizzate in Svizzera con la propria famiglia durante il periodo della quarantena per il lockdown del coronavirus.

La mostra

Un’antologia non nasce come una retrospettiva dedicata al lavoro di Paolo Pellegrin. Con più di 200 immagini e quattro video, l’intenzione della mostra ospitata alla Reggia di Venaria è di permettere al visitatore di riflettere su alcuni momenti cruciali della storia recente, attraverso gli occhi del fotografo.

Frutto di un accurato lavoro sul suo archivio, la mostra mette in luce l’indagine di Pellegrin sulla condizione umana. La tensione tra sofferenza e violenza, tra tragedia e bellezza, è evidente in tutta l’esposizione, in un percorso non cronologico né geografico, dove non esiste gerarchia tra i soggetti delle fotografie, alcune ben note al pubblico, altre invece inedite.

Le pareti espositive sono prive di testo, per permettere allo spettatore un più forte coinvolgimento visivo. Una brochure cartacea, disponibile all’ingresso, accompagna la visita con didascalie e approfondimenti. Dopo essere stata presentata al MAXXI di Roma e alla Deichtorhallen di Amburgo, dove ogni volta Pellegrin e il suo studio hanno adattato il racconto allo spazio, Un’antologia arriva alle Sale delle Arti della Venaria Reale.

Le persone fuggono dalle aree controllate dall'ISIS portando con sé i loro averi e, nel caso degli agricoltori, le loro pecore. Durante l'estate, nel tentativo di prevenire gli attacchi aerei della coalizione, i combattenti dell'Isis hanno dato fuoco ai giacimenti petroliferi intorno a Qayyarah, una città a sud-est di Mosul.

Nelle precedenti edizioni, il percorso espositivo si svolgeva metaforicamente dal “buio” alla “luce”, con l’intento di dar voce ai tratti più estremi dell’esistenza, documentati da Pellegrin in anni di lavoro. Alla Reggia il tema della guerra apre la mostra con l'ampio collage della battaglia di Mosul, allegoria dei conflitti e delle loro conseguenze. Tuttavia, in questa sede, il “buio” e la “luce” sono intervallati in modo tale che le immagini della guerra, della morte, dei rifugiati, dei muri e dei confini artificiali siano affiancate alle immagini dedicate all’impegno umanitario e alla grandezza della Natura. I fenomeni naturali sono indagati nelle forme sia benefiche che terrificanti: dal paesaggio australiano, devastato dagli incendi boschivi, agli imponenti ghiacciai in Antartide, che continuano a sciogliersi a ritmi sostenuti, dalle acque ingrossate dallo tsunami, al volo libero delle aquile di mare, abbiamo la possibilità di osservare le formidabili forze della Natura con la consapevolezza dell’urgente necessità di lottare per il nostro pianeta in estrema sofferenza.

Infine, durante la recente quarantena dovuta alla pandemia da Covid-19, Pellegrin ha scelto di puntare l’obiettivo su se stesso e sulla sua famiglia, dando vita ad un lavoro dai toni più intimi. La mostra si chiude con una lunga parete composta di disegni, taccuini, appunti, maquette, diapositive e negativi che raccontano il “making of” dello studio di Paolo Pellegrin. Un vero e proprio happening “site specific”, realizzato dall’autore insieme alla sorella, l’artista Chiara Pellegrin, dove il visitatore può immergersi nella complessità del processo creativo del fotografo.

 

 

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