Up EXPOSED Torino Photo Festival Slideshow

_DSF2787
_DSF2791
_DSF2801
_DSF2807
_DSF2810
_DSF2828
_DSF2829
_DSF2833
_DSF2834
_DSF2837
_DSF2852
_DSF2860
_DSF2862
_DSF2871
_DSF2876
_DSF2898
_DSF2900
_DSF2902-2
_DSF2902
_DSF2908
_DSF2910
_DSF2922
_DSF3080
_DSF3081
_DSF3087
_DSF3092
_DSF3095
_DSF3096
_DSF3100
_DSF3103
_DSF3108
_DSF3109
_DSF3115
_DSF3117
_DSF3120
_DSF3122
_DSF3125
_DSF3129
_DSF3133
_DSF3137
_DSF3140
_DSF3147
_DSF3149
_DSF3151
_DSF3154
_DSF3158
_DSF3162
_DSF3164
_DSF3166
_DSF3171
_DSF3177
_DSF3182
_DSF3183
_DSF3187
_DSF3198
_DSF3205
_DSF3206
_DSF3212
_DSF3216
_DSF3225
_DSF3235

Foto: Renato Valterza © 2026



EXPOSED TORINO PHOTO FESTIVAL 2026

 

Torino, 11 Aprile 2026

Incontro con Ralph Gibson
Fotografo statunitense, nato a Los Angeles il 16 gennaio 1939. Dopo l'apprendistato come fotografo presso la marina militare degli Stati Uniti, ha portato a termine gli studi al San Francisco Art Institute. Assistente di fotografi come D. Lange dal 1961 al 1962, e di R. Franck dal 1967 al 1968, nel 1969 si è definitivamente trasferito a New York, stabilendovi il proprio studio e dando vita alla casa editrice Lustrum.

La ricerca di G. si caratterizza per la realizzazione di immagini che, ancorché autonome e individuate, acquistano maggiore spessore e rilevanza nel contesto di una sequenza. La trilogia di libri realizzata all'inizio degli anni Settanta, The somnambulist (1970), Déjà-vu (1973), Days at sea (1974), fornisce ampia testimonianza di questa disposizione dell'autore impegnato contemporaneamente sul fronte creativo e sul versante editoriale. Dal punto di vista compositivo, la scelta estetica, spesso indirizzata al frammento, si trasforma in determinazione critica inducendo il lettore a una maggiore considerazione dei rapporti di forza creati all'interno dell'immagine. Anche dal punto di vista tecnico, la ricchezza tonale dei grigi è stata spesso sacrificata per fare spazio a una cifra stilistica dominata da forti contrasti e da un'accentuazione della granulosità della pellicola.

Negli anni Ottanta e Novanta, passando attraverso i generi più disparati (ritratto, nudo, paesaggio, architettura), G. ha continuato a proporre un universo fotografico dominato costantemente dal dettaglio, dal particolare spesso privato di qualsiasi valenza referenziale. Tra i lavori successivi, L'Anonyme (1986), Tropism (1987), Tropical Drift (1994) e Overtones (1997). Nel 1990, il museo Nichéphore Niépce di Chalon-sur-Saône gli ha dedicato un'importante retrospettiva.

Quando Ralph Gibson paga 4000 dollari per pubblicare il suo primo libro fotografico (The Somnambulist), doveva un affitto di nove mesi al Chelsea Hotel e aveva due delle sue tre fotocamere Leica in pegno. Poco dopo si troverà a dare conferenze ed esporre in diversi parti del mondo ed ad oggi è conosciuto come uno dei più importanti fotografi viventi. “The Somnambulist” rappresenta non soltanto un punto di svolta nella carriera del fotografo americano, ma anche una pagina a capo nella concezione del libro fotografico. Il libro rappresenta per Gibson il mezzo ideale per presentare le immagini, attraverso il controllo della giustapposizione e della sequenza delle stesse, lasciando libero lo spettatore di sviluppare una propria narrativa. Il suo stile, dal carattere fortemente surreale, taglia i soggetti e rompe con gli schemi, nonostante mantenga sempre un’estetica.

L’opera omnia, che incorona il lavoro di una vita, è uscita l’anno scorso: Ralph Gibson. Photographs 1960–2024 (Taschen, pagg. 552, € 60). È la raccolta più completa mai pubblicata sul fotografo statunitense.

LA MOSTRA ALL’ARCHIVIO DI STATO 09.04–02.06.2026

Attraverso una selezione di 70 opere che percorrono oltre cinquant’anni di carriera, la mostra rende omaggio a uno dei maestri più influenti della fotografia contemporanea: l’americano Ralph Gibson (Los Angeles, 1939).

L’esposizione mette in luce l’evoluzione estetica di un linguaggio visivo caratterizzato da contrasti decisi, inquadrature audaci e una tensione costante tra astrazione e realtà. Dagli esordi a San Francisco e New York negli anni Sessanta, passando per la stagione della grande “trilogia nera” di libri fotografici come The Somnambulist (1970), Déjà-Vu (1973), e Days at Sea (1974), per arrivare fino ai lavori più recenti realizzati anche a Torino e in Piemonte (2005) o Vertical Horizon (2016), Gibson ha trasformato il dettaglio minimalista in racconto sensuale e misterioso, dove le ombre assumono una forza poetica.

I suoi frammenti di corpi, oggetti e architetture si caricano di un’intensità simbolica che invita lo spettatore a completare il racconto giocando con la propria immaginazione.

 

 

    Foto Renato Valterza

 

 

   VBS50 Network Photography Torino

    https://www.vbs50.com - info@vbs50.com

    FotoCronaca - Reportage - Servizi Fotografici - Web

    vbs50©1998

 

 

 


Generato da JAlbum & Chameleon | Aiuto