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EXPOSED TORINO PHOTO FESTIVAL 2026
Torino, 11 Aprile 2026
Incontro con Ralph Gibson
Fotografo statunitense, nato a Los Angeles il 16 gennaio 1939. Dopo l'apprendistato come fotografo presso la marina militare degli Stati Uniti, ha portato a termine gli studi al San Francisco Art Institute. Assistente di fotografi come D. Lange dal 1961 al 1962, e di R. Franck dal 1967 al 1968, nel 1969 si è definitivamente trasferito a New York, stabilendovi il proprio studio e dando vita alla casa editrice Lustrum.
La ricerca di G. si caratterizza per la realizzazione di immagini che, ancorché autonome e individuate, acquistano maggiore spessore e rilevanza nel contesto di una sequenza. La trilogia di libri realizzata all'inizio degli anni Settanta, The somnambulist (1970), Déjà-vu (1973), Days at sea (1974), fornisce ampia testimonianza di questa disposizione dell'autore impegnato contemporaneamente sul fronte creativo e sul versante editoriale. Dal punto di vista compositivo, la scelta estetica, spesso indirizzata al frammento, si trasforma in determinazione critica inducendo il lettore a una maggiore considerazione dei rapporti di forza creati all'interno dell'immagine. Anche dal punto di vista tecnico, la ricchezza tonale dei grigi è stata spesso sacrificata per fare spazio a una cifra stilistica dominata da forti contrasti e da un'accentuazione della granulosità della pellicola.
Negli anni Ottanta e Novanta, passando attraverso i generi più disparati (ritratto, nudo, paesaggio, architettura), G. ha continuato a proporre un universo fotografico dominato costantemente dal dettaglio, dal particolare spesso privato di qualsiasi valenza referenziale. Tra i lavori successivi, L'Anonyme (1986), Tropism (1987), Tropical Drift (1994) e Overtones (1997). Nel 1990, il museo Nichéphore Niépce di Chalon-sur-Saône gli ha dedicato un'importante retrospettiva.
Quando Ralph Gibson paga 4000 dollari per pubblicare il suo primo libro fotografico (The Somnambulist), doveva un affitto di nove mesi al Chelsea Hotel e aveva due delle sue tre fotocamere Leica in pegno. Poco dopo si troverà a dare conferenze ed esporre in diversi parti del mondo ed ad oggi è conosciuto come uno dei più importanti fotografi viventi. “The Somnambulist” rappresenta non soltanto un punto di svolta nella carriera del fotografo americano, ma anche una pagina a capo nella concezione del libro fotografico. Il libro rappresenta per Gibson il mezzo ideale per presentare le immagini, attraverso il controllo della giustapposizione e della sequenza delle stesse, lasciando libero lo spettatore di sviluppare una propria narrativa. Il suo stile, dal carattere fortemente surreale, taglia i soggetti e rompe con gli schemi, nonostante mantenga sempre un’estetica.
L’opera omnia, che incorona il lavoro di una vita, è uscita l’anno scorso: Ralph Gibson. Photographs 1960–2024 (Taschen, pagg. 552, € 60). È la raccolta più completa mai pubblicata sul fotografo statunitense.
LA MOSTRA ALL’ARCHIVIO DI STATO 09.04–02.06.2026
Attraverso una selezione di 70 opere che percorrono oltre cinquant’anni di carriera, la mostra rende omaggio a uno dei maestri più influenti della fotografia contemporanea: l’americano Ralph Gibson (Los Angeles, 1939).
L’esposizione mette in luce l’evoluzione estetica di un linguaggio visivo caratterizzato da contrasti decisi, inquadrature audaci e una tensione costante tra astrazione e realtà. Dagli esordi a San Francisco e New York negli anni Sessanta, passando per la stagione della grande “trilogia nera” di libri fotografici come The Somnambulist (1970), Déjà-Vu (1973), e Days at Sea (1974), per arrivare fino ai lavori più recenti realizzati anche a Torino e in Piemonte (2005) o Vertical Horizon (2016), Gibson ha trasformato il dettaglio minimalista in racconto sensuale e misterioso, dove le ombre assumono una forza poetica.
I suoi frammenti di corpi, oggetti e architetture si caricano di un’intensità simbolica che invita lo spettatore a completare il racconto giocando con la propria immaginazione.
Foto Renato Valterza
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