Up Insurrezioni. Fotografie di una protesta Slideshow

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Foto: Renato Valterza © 2024



Flashback Habitat Ecosistema per le Culture Contemporanee presenta:

INSURREZIONI. FOTOGRAFIE DI UNA PROTESTA

Tre storie di attivismo, tra giornalismo e fotografia
Chris Suspect - Path to Insurrection, curato da Jacopo Buranelli
Enrico Gili - Yellow Movement, curato da Patrizia Bottallo
Angelo Quattrocchi - WOUNDED KNEE-Indiani alla riscossa, curato da Lapo Simeoni

 

Torino, 29 Febbraio 2024

Con la direzione artistica di Alessandro Bulgini, Flashback Habitat Ecosistema per le Culture Contemporanee inaugura Insurrezioni. Fotografie di una protesta: tre modi di fare e raccontare rivoluzioni e proteste in un’unica mostra. L’esposizione è aperta al pubblico dal 1° marzo 2024 fino al 2 giugno 2024 negli spazi di corso Giovanni Lanza 75.

I protagonisti della tripersonale sono Chris Suspect con Path to Insurrection, progetto curato da Jacopo Buranelli; Enrico Gili con Yellow Movement, curato da Patrizia Bottallo e Angelo Quattrocchi con WOUNDED KNEE Indiani alla riscossa, curato da Lapo Simeoni.

L’allestimento della mostra è stato pensato a stanze alternate per far sì che i tre racconti si contaminino a vicenda andando formare un racconto più complesso e sfaccettato. Sono più di centocinquanta le fotografie in esposizione

“Il comune denominatore dei progetti è l’energia dirompente che ne scaturisce. La comunità non è più passiva, ma attiva. La cosa interessante delle insurrezioni, al di là delle ideologie, è lo scollamento tra il pensare e il fare: la persona che prima contestava dal divano di casa, decide di mettersi in strada e cambiare la propria esistenza e quella degli altri. Ci si espone. Questa mostra diventa uno stimolo per riflessioni importanti sulle proprie posizioni esistenziali”. Queste le parole del Direttore artistico Alessandro Bulgini

Dalla street photography di Chris Suspect che documenta le proteste politiche a Capitol Hill, alla rivoluzione pacifica degli ombrelli gialli ad Hong Kong di Enrico Gili fino alla resistenza degli Indiani d’America negli anni 70 raccontata da Angelo Quattrocchi: una mostra che diventa dunque stimolo per riflessioni importanti sulle proprie responsabilità come membri di una comunità.

 

 

    Foto Renato Valterza

 

 

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