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MOSTRA EDWARD WESTON. LA MATERIA DELLE FORME
12 Febbraio – 2 Giugno 2026
Torino, 11 Febbraio 2026
Dal 12 febbraio 2026, gli spazi di CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino accoglieranno Edward Weston. La materia delle forme, la grande mostra organizzata da Fundación Mapfre in collaborazione con CAMERA Torino che, dopo le tappe di Madrid e Barcellona, approda per la prima volta in Italia.
Con una selezione di 171 immagini, molte delle quali vintage, il percorso espositivo – curato da Sérgio Mah – si configura come un’ampia antologia che ripercorre tutte le fasi della produzione di Edward Weston (Illinois, 1886 - California, 1958) e presenta una selezione delle prime edizioni dei libri pubblicati dall’autore nel corso della sua vita. Arricchisce la visita anche il cortometraggio The Photographer del regista Willard Van Dyke (26’, Stati Uniti, 1948) per uno sguardo ravvicinato sull’ultimo periodo di attività di Weston che mette in luce il suo metodo di lavoro e il processo creativo. L’esposizione propone così una visione articolata ed estesa sull’eredità di una delle figure di spicco della fotografia moderna nordamericana. Un corpus che si pone come un contrappunto estetico e concettuale al modernismo delle prime avanguardie fotografiche europee.
La mostra ripercorre l’evoluzione della ricerca fotografica di Edward Weston, a partire dai primi lavori di impronta pittorialista, caratterizzati da vedute impressionistiche, temi pastorali, ritratti espressivi e da un uso morbido della messa a fuoco e delle ombre. In questa fase iniziale emerge già il suo interesse per la fotografia come linguaggio creativo autonomo.
I soggiorni in Messico tra il 1923 e il 1926 rappresentano una svolta fondamentale: qui Weston amplia il proprio repertorio tematico e si allontana definitivamente dal pittorialismo, consolidando uno stile basato sul rigore tecnico, formale e compositivo. Matura la consapevolezza che l’essenza della fotografia risieda nel momento dello scatto e nella capacità di osservare e scegliere, trasformando soggetti comuni in immagini di forte intensità visiva.
Dopo il Messico realizza importanti serie di nudi, in cui il corpo umano è concepito principalmente come forma. Esemplare quello del 1936, dove la sensualità deriva dal gioco di linee, volumi, contorni e ombre, più che da una dimensione narrativa o psicologica. A partire dal 1927 si dedica anche alle nature morte, attraverso le quali ricerca l’essenza senza tempo degli oggetti naturali e mette in evidenza le potenzialità percettive del mezzo fotografico: il Peperone n.30, ad esempio, si trasforma in un nudo preso di spalle, mentre la Conchiglia e la Foglia di cavolo escono dalla dimensione dell’oggetto comune per essere esaltati come attori sul palcoscenico.
Dalla fine degli anni Venti il paesaggio diventa centrale nella sua produzione: Weston fotografa i vasti territori dell’Ovest americano — deserti, coste e parchi naturali — privilegiando luoghi incontaminati e privi di presenza umana. Le sue immagini restituiscono una visione epica e contemplativa della natura, attenta alla luce, ai fenomeni atmosferici e alla morfologia del territorio: le foto della Death Valley di quel periodo, infatti, hanno fini artistici e non di mera presa diretta della realtà. Negli anni Quaranta il suo immaginario si fa più malinconico, con immagini legate alla decadenza e alla morte. A Point Lobos, infine, Weston trova una natura primordiale e vitale, capace di sostenere uno sguardo rinnovato, insieme concreto e metafisico, sul mondo naturale.
Pioniere di una visione rigorosamente moderna, Weston scelse la fotocamera a grande formato come strumento privilegiato, realizzando immagini in bianco e nero di straordinaria nitidezza e ricchezza di dettagli. Il suo rigore tecnico, unito a un profondo legame con la natura, la luce e la forma, ha generato un corpus che comprende nature morte, nudi, paesaggi e ritratti oggi considerati iconici. Radicata nel paesaggio e nella cultura statunitense, l’opera essenziale e inconfondibile di Weston offre una prospettiva unica sul processo di affermazione della fotografia e sul ruolo centrale che essa ha assunto nella cultura visiva contemporanea.
BIO
Edward Weston (1886-1958) è stato un pionieristico fotografo statunitense, pilastro della straight photography e del modernismo, famoso per i suoi nudi, paesaggi e still life ad altissima nitidezza. Fondatore del Gruppo f/64 con Adams, ha trasformato oggetti comuni in forme astratte pure, rivoluzionando l'estetica fotografica.
Ecco i punti chiave della sua vita e carriera:
1. Evoluzione Artistica e Stile
• Esordi Pittorialisti: Inizia a 16 anni, inizialmente influenzato dal pittorialismo (immagini manipolate, sfocate).
• Svolta Modernista (anni '20): Abbandona lo sfocato per abbracciare un realismo diretto, nitido e formale, influenzato da Stieglitz e Strand.
• Filosofia: Ricerca la "purezza della forma", l'essenza dell'oggetto e la "pre-visualizzazione" dello scatto.
• Temi: Peperoni, conchiglie, nudi femminili, dune di sabbia e paesaggi di Point Lobos.
2. Tappe Fondamentali
• Periodo Messicano (1923-1927): Si trasferisce con l'amante e modella Tina Modotti, immergendosi nell'avanguardia culturale con Rivera e Kahlo.
• Gruppo f/64 (1932): Fonda a San Francisco con Ansel Adams, Imogen Cunningham e altri il gruppo dedito alla massima nitidezza e profondità di campo.
• Guggenheim Fellowship (1937): Primo fotografo a ricevere questa prestigiosa borsa di studio, che gli permette di viaggiare negli USA occidentali.
3. Vita Privata e Ultimi Anni
• La sua vita fu segnata da intense relazioni con muse e assistenti (Margarete Mather, Tina Modotti, Sonya Noskowiak, Charis Wilson).
• Malattia e Morte: Colpito dal Parkinson dal 1948, smise di fotografare ma continuò a supervisionare le stampe fino alla morte a Carmel, California, nel 1958.
Foto Renato Valterza
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