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Foto: Renato Valterza © 2021



MOSTRA NATURA E VERITA'. IL PAESAGGIO COME SCELTA 1861-1971

a cura di Virginia Bertone

 

Torino, 8 Luglio 2021

In parallelo alla mostra Una infinita bellezza. Il paesaggio in Italia dalla pittura romantica all’arte contemporanea a cura di Virginia Bertone, Guido Curto, Riccardo Passoni in corso alla Reggia di Venaria, la GAM allestisce nello spazio Wunderkammer l’esposizione Natura e Verità 1861-1871 che pone l’accento sulle ricerche più audaci condotte sul fronte del paesaggio tra Piemonte e Liguria, la cosiddetta “Scuola dell’Avvenire”, l’appellativo con cui la critica bollò la cerchia degli estimatori e degli allievi di Antonio Fontanesi.

Accanto al maestro reggiano, protagonista con un capolavoro come Novembre e altri dipinti eseguiti a Firenze nel 1867, è il cenacolo di Rivara: da Carlo Pittara a Federico Pastoris, da Alfredo de Andrade a Ernesto Bertea a Ernesto Rayper.

La resa della luce e l’uso dei colori accesi, l’adozione di tagli compositivi non convenzionali e la libertà della stesura pittorica costituiscono scelte che avvicinano le opere esposte: in questi soggetti, che suscitarono scandali e polemiche, riverberano la lezione di Fontanesi e la consonanza con le ricerche che in quegli anni, sotto la spinta del realismo, rinnovavano la scena artistica europea.

La mostra-dossier allestita nella Wunderkammer della GAM mette a fuoco la trama delle relazioni che legarono Fontanesi a quei più giovani artisti che concentrarono una parte della loro attività tra Piemonte e Liguria e che fecero del paesaggio una scelta, un campo privilegiato del proprio lavoro artistico.

L’idea è stata di porre l’accento sul loro modo di intendere il paesaggio attraverso alcuni dipinti che funzionavano come veri e propri casi-studio, come Bosco con portatori di canapa e Le cave di calce di Rivara entrambi di Alfredo de Andrade. In questi esempi è possibile osservare il procedere del loro lavoro dal vero, immersi nella natura, attraverso la sbozzatura dei disegni e poi degli studi di piccolo formato in grado di registrare rapidamente le forme della vegetazione, le luci, l’infinita varietà dei verdi, fino a giungere a opere finite o rimaste incompiute.

Come nella tradizione delle mostre ospitate nello spazio della Wunderkammer, tutte le opere esposte appartengono alle collezioni della GAM, qui in particolare alle collezioni dell’Ottocento e del Gabinetto Disegni e Stampe.

Diverse tra le opere presentate in Wunderkammer non erano esposte da tempo, come Una marina di Alfredo de Andrade o Spiaggia a Bordighera di Federico Pastoris, uno dei suoi esiti più coraggiosi per l’acceso trascolorare delle luci al tramonto. In altri casi si tratta di veri e propri inediti come nel caso de Le cave di calce di Rivara di de Andrade, cui si legano intensi studi a carboncino e bozzetti anch’essi presentati per la prima volta.

Un ulteriore, significativo elemento di novità accompagna la mostra in Wunderkammer. Si tratta di un nucleo di sedici trascrizioni di lettere di Antonio Fontanesi ad Alfredo de Andrade: quattordici lettere coprono un arco cronologico dal 1861 al 1866, mentre le ultime due recano la data 1873. Una documentazione inedita che conferma o svela trasferimenti e viaggi, aspirazioni, ambizioni e delusioni che accompagnarono i percorsi del maestro e del più giovane allievo, verso il quale Fontanesi esprime un costante e sincero apprezzamento.

Ad accompagnare la mostra è un catalogo, edito da Silvana Editoriale, che affianca, al testo della curatrice, gli interventi di Alessandro Botta e Alice Guido cui spetta il merito della riscoperta e della trascrizione delle lettere ritrovate.

 

 

    Foto Renato Valterza

 

 

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