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PASQUETTA IN GIRO ALL'ORTO BOTANICO DI TORINO
Torino, 6 Aprile 2026
La nascita dell’orto botanico di Torino, l’attuale Orto botanico di Torino nacque nella prima metà del 1700. Le vicende dell’Università sul territorio piemontese risalgono al XV secolo: Ludovico di Savoia-Acaia nel 1404 fondò a Torino uno Studio, riconosciuto dall’autorità imperiale e papale, nel quale insieme al Diritto canonico e civile e alla Teologia si insegnava Medicina e Arti liberali..
Gli insegnamenti fondamentali furono mantenuti anche quando la sede universitaria fu spostata prima a Chieri poi a Savigliano e, dopo un breve ritorno a Torino, fu trasferita a Mondovì nel 1558. Qui, nel 1560, fu istituita dal Duca Emanuele Filiberto una “Lettura dei semplici”, tenuta da Lettori che affiancavano famosi professori di medicina, fra cui Francesco degli Alessandri e Giovanni Argenterio che fornì, accanto a notizie sulle proprietà terapeutiche delle piante, anche le prime indicazioni sulla distribuzione, nel circondario di Vercelli, di specie spontanee utili . Nel 1566 l’Università fu riportata a Torino dal Duca Emanuele Filiberto e la “lettura dei semplici” seguì le sorti dello Studio nel suo complesso, che ridusse progressivamente la sua importanza a causa delle complesse vicende politiche ed economiche dello Stato, travolto da guerre e carestie.
Il periodo buio fu notevolmente lungo, fino al 1700. Nei primi decenni del XVIII secolo Vittorio Amedeo II, dopo la lunga reggenza della madre Giovanna Battista di Savoia-Nemour, divenuto Re prima di Sicilia e poi di Sardegna, si impegnò nell’opera di rinascita economica, sociale e culturale del piccolo Stato che, dopo il trattato di Utrecht, aveva ottenuto una collocazione fra le Potenze europee: la posizione in Europa richiedeva un profondo rinnovamento anche culturale e l'Università, riorganizzata, ne costituiva il motore. Tutto lo Studio fu investito da questo spirito di rinascita e l'istituzione di una cattedra ordinaria di Botanica con annesso Orto rientrava nel progetto di potenziamento delle discipline mediche e scientifiche in genere. La fondazione dell’Orto risale a quegli anni e nel 1729 il medico padovano Bartolomeo Caccia (?- 1747) ne divenne il primo direttore.
L’Orto fu organizzato secondo l’impostazione tradizionale, sia dal punto di vista dell’impianto geometrico del giardino sia da quello scientifico e didattico, come supporto agli studi di medicina. Un interessante documento sui temi trattati all’epoca nel corso di “Botanica” e sul modo di “classificare” le specie, è conservato presso la biblioteca del Dipartimento di Biologia vegetale: si tratta del manoscritto delle lezioni di “Materia medeica” che Caccia tenne nel 1732, trascritte dal suo discepolo, il medico Giovanni Battista Mundino
Aree dell'Orto Botanico
Oggi L’Orto Botanico è suddiviso in due aree principali: il Giardino, situato tra l’edificio del Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi e il Castello del Valentino, e il Boschetto, collocato nella parte retrostante.
Il Giardino è organizzato in aiuole tematiche suddivise per famiglie botaniche e comprende un Alpineto, quattro serre (serra del Sudafrica, serra delle piante Succulente, serra tropicale e serra di moltiplicazione) e tre vasche d’acqua. In quest’area sono presenti circa 152 famiglie e 1446 entità botaniche.
Il Boschetto ospita specie arboree e arbustive tipiche del bosco originario della Pianura Padana e l’Apiario dell’Orto Botanico, inaugurato il 12 giugno 2010. Vi è inoltre un’area dedicata alla collezione in vivo di antichi fruttiferi legata ai modelli pomologici “Garnier-Valletti”, composta da antiche varietà di piante da frutto. Nel boschetto sono presenti circa 48 famiglie e 258 entità botaniche.
N. B. L’ingresso all’Orto per una visita in autonomia è comunque consentito senza prenotazione solo nel periodo di apertura al pubblico il sabato e la domenica e non permette la visita alla maggior parte delle serre dove di può accedere solo con una visita guidata
Foto Renato Valterza
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