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VESPA. ICONA ITALIANA
MAUTO Museo Nazionale dell'Automobile: 11 Giugno – 30 Agosto 2026
Torino, 11 Giugno 2026
A ottant’anni dal deposito del suo brevetto, una mostra racconta un simbolo della cultura italiana nel mondo. Il progetto espositivo esplora la trasformazione della Vespa da mezzo di trasporto a icona culturale e oggetto di collezionismo. Modelli imprescindibili, gadget, riviste, locandine cinematografiche e manifesti costruiscono un atlante visivo in cui si intrecciano immagini, memoria personale e cultura popolare. Dall’archivio personale di Marco Fumagalli emerge il ritratto di una Vespa infinita: riprodotta, reinterpretata e celebrata da artisti, fotografi e pubblicitari.
Il Museo Nazionale dell’Automobile presenta questo omaggio agli ottant’anni di storia della Vespa, simbolo della cultura e icona di stile e innovazione del design italiano, attraverso i materiali d’archivio del collezionista Marco Fumagalli, la cui passione ha dato vita a uno straordinario archivio delle infinite forme con cui la Vespa è stata raccontata, riprodotta e reinterpretata.
La Vespa è una delle presenze più ricorrenti nella cultura visiva italiana. Nel corso del Novecento attraversa pubblicità, cinema, fotografia e grafica, sedimentandosi progressivamente nell’immaginario collettivo. A partire dall’articolata collezione di Marco Fumagalli, la mostra ne racconta la trasformazione da oggetto funzionale a icona capace di attivare pratiche di accumulo compulsivo e catalogazione.
L’origine della storia coincide con il suo desiderio di possedere una Vespa 50 Special Revival, vista su un inserto del Corriere della Sera nell’estate del1991. L’iniziale fascinazione per la meccanica dà avvio a una sistematica raccolta che si concentra dapprima sui veicoli, fino a comprendere tutti i modelli prodotti per il mercato italiano e le relative varianti destinate all’estero, per poi estendersi nel tempo a modellini, gadget, memorabilia, manifesti, riviste, pubblicità e locandine cinematografiche.
L’allestimento restituisce un archivio personale attraverso una fitta stratificazione di immagini a parete, in cui la Vespa continua a riapparire e moltiplicarsi tra linguaggi e contesti differenti. La mostra assume così la forma di un atlante visivo in cui la continua riproduzione dell’immagine Vespa rivela il desiderio di conservarne le tracce e organizzarle in un sistema privo di gerarchie, dove ogni elemento partecipa e contribuisce alla costruzione di una collezione.
Foto Renato Valterza
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